PALERMO - La scelta di svolgere il congresso dell'European Liberal Democrat and Reform Party (ELDR) nel capoluogo siciliano è stata fortemente sostenuta dall'Italia dei Valori, che fa parte sia dell'ELDR che dell'ALDE, l'Alleanza dei Liberali e Democratici presso l'Europarlamento. In occasione del congresso dell'ELDR, che vede l'elezione del suo nuovo segretario (in pole position lo scozzese Graham Watson), EurActiv.it ha intervistato il leader dell'IdV, Antonio Di Pietro.
Onorevole Di Pietro, è ancora troppo presto per intravedere dei cambiamenti nell'agone politico italiano con l'avvento di Monti?
Mi sembra strumentale e fuori luogo pretendere da Monti che in 48 ore risolva i problemi del Paese. Stiamo parlando di un governo tecnico che deve innanzitutto scegliere i suoi collaboratori, ricostruire una macchina enorme. E' chiaro che il buongiorno si vede dal mattino: il governo Monti si potrà giudicare dai primi atti che proporrà al Parlamento. Ci auguriamo che prima possibile possa proporre i provvedimenti che riterrà utili e necessari per il paese. L’Italia dei Valori ha dato la sua fiducia a patto che il governo sia di qualità. Sul piano professionale, indubbiamente, la qualità c’è. Questo può essere un vantaggio, ma anche un’aggravante, se coloro che sono al governo non fanno il loro dovere.
Si torna a parlare di legge elettorale. Qual è la vostra posizione?
E' una necessità e una volontà elettorale che deve essere rispettata. Noi dell’Italia dei Valori, che quest'anno abbiamo raccolto insieme ad altre realtà associative circa un milione e 200 mila firme, vogliamo che quella volontà sia rispettata. Questo è possibile attraverso una azione referendaria, oppure mediante la modifica della legge elettorale. Una necessità irrinunciabile che è compito del Parlamento, non del governo, realizzare. Nell’emergenza Monti deve occuparsi, invece, di attuare quelle misure urgenti che servono a ridare credibilità all’Italia.
Sono convinto che sul tema della legge elettorale questo Parlamento spontaneamente non farebbe nulla. Su questo punto abbiamo raccolto le firme per ben due referendum: uno per abrogare il cosiddetto Porcellum, l’altro per tornare almeno al Mattarellum.
Cambiamo argomento. Siamo in Sicilia, dove la fabbrica di Termini Imerese sta chiudendo definitivamente i battenti.
Questo è un giorno di lutto per l’imprenditoria italiana e per la storia della FIAT, che con l’avventura di Marchionne con la Chrysler, negli Stati Uniti, ha trasformato una grande realtà imprenditoriale che dava occupazione e lustro al nostro Paese in una macchina mangia soldi a scopi finanziari. L’Idv contesta l'assenza politica del governo, che in questi anni ha fatto fare alla FIAT ciò che Sarkozy non ha mai permesso di fare alla Renault.
Quali sono le vostre aspettative sulla nomina di sottosegretari e viceministri?
L’IdV è al di fuori di ogni logica di spartizione e di lottizzazione di incarichi politici: per questo ci rifiutiamo di partecipare a qualsiasi tavolo e a qualsiasi connivenza per proporre sottosegretari o quant’altro. Ci riserviamo di esprimere le nostre valutazioni solo quando conosceremo i loro nomi e la loro storia personale e professionale. Questo governo deve restare tecnico e non deve rispondere a questa o a quella segreteria politica. Al contrario, i partiti, in questi anni, hanno lavorato per mettere in questo o in quel consiglio di amministrazione i propri portaborse.
L’IdV è una forza importante tra i sessanta partiti del raggruppamento Liberaldemocratico europeo. Qui a Palermo stiamo ridisegnando la dirigenza europea di questo partito. Si ricandida alla vicepresidenza il nostro Leoluca Orlando, che speriamo possa essere apprezzato nuovamente dalle altre realtà nazionali presenti al Congresso. A Palermo si sta riunendo la rappresentanza di un mondo politico molto importante, di cui fanno parte decine di ministri europei, per tracciare le linee programmatiche dell’intera area liberaldemocratica europea. L’IdV rappresenta orgogliosamente l’Italia: questo dovrebbe bastare a scuotere l’attezione poltica e mediatica.
Qual è il ruolo dell'IdV nell'ambito dell'ELDR e dell'ALDE, l'alleanza che rappresenta i Liberali e Democratici all'interno dell'Europarlamento?
A livello europeo rispettiamo i principi ribaditi dal presidente uscente dell’ELDR, Annemie Neyts-Uyttebroeck e da Guy Verhofstad. Entrambi hanno ribadito che il modello culturale e politico che vogliamo portare avanti si basa sul libero mercato e sulla libera concorrenza, ma sempre all’insegna della funzione sociale. Dobbiamo rilanciare l’Europa dei diritti e dei doveri, oltre che l’Europa economica. Prima di tutto però è il parlamento italiano ad avere bisogno di un rilancio della legalità e della giustizia sociale. Sono state queste le parole di Monti.









