Con 495 voti a favore, 88 voti contrari e 4 astensioni, arriva dalla Camera la fiducia al governo sul decreto Salva-Italia. Un risultato quasi scontato, che non lascia spazio a sorprese. Pd, Pdl e Udc confermano dunque il loro appoggio al premier Monti, mentre Lega e Idv continuano sulla linea dell’opposizione. Atteso per questa sera il voto finale di Montecitorio.
Continua senza imprevisti l’iter del manovra, dopo l’approvazione degli ultimi emendamenti da parte delle commissioni Bilancio e Finanze.
La votazione per la fiducia della Camera al testo si è svolta nelle scorse ore nell’aula di Montecitorio, lasciando gli equilibri della tribuna politica sostanzialmente invariati.
Le operazioni di voto sono state precedute da accesi scontri tra i parlamentari, consumatisi soprattutto tra gli esponenti del PD e quelli del Carroccio. Quest'ultimo ha chiesto al premier Monti di esprimersi in merito alla manovra prima delle dichiarazioni di voto finali di questa sera.
Una volta ottenuto l’appoggio definitivo della Camera, il decreto passerà di nuovo al Senato.
Dopo il voto EurActiv.it ha intervistato Maurizio Fugatti, capogruppo dei deputati della Lega in Commissione Finanze.
On. Fugatti, la Camera ha votato la fiducia sulla manovra. La Lega no.
E' una manovra pesante dal punto di vista della tassazione, che si ripercuote soprattutto sulle categorie meno abbienti. Questa manovra toglie risorse al Nord, ma è iniqua e negativa per tutti gli italiani.
In commissione abbiamo atteso per giorni l'emendamento su ICI e pensioni. Questo emendamento è arrivato nel momento finale dei lavori e quindi non se ne è potuto discutere nè in commissione, nè in aula. Non se ne discuterà neppure in Senato, vista la blindatura del testo.
In che modo avreste cambiato il testo?
Avremmo trovato delle coperture adeguate per non incidere sulle categorie meno abbienti, sia per quanto riguarda l'ICI, che le pensioni. Avremmo introdotto un contributo di solidarietà per i lavoratori privati con redditi sopra i 90 mila euro, da cui poter ricavare circa 3 miliardi l'anno, oppure avremmo fatto l'asta sulle frequenze del digitale per reperire altri 4 miliardi.
L'antica alleanza con il PDL?
Finchè il PDL resterà con i comunisti e continuerà a votare questo tipo di manovre, con noi non ci sarà possibilità di dialogo.
I vostri prossimi passi?
Dobbiamo valutare le proposte che il governo avanzerà sul tavolo parlamentare. Manovre di questo tipo non potremmo appoggiarle.
Non state piuttosto difendendo il vostro elettorato?
Si poteva fare la manovra in modo diverso. Perchè dovevamo essere costretti a votarla?
E la secessione?
Non possiamo permettere che il Nord continui a pagare per far restare in Europa un Paese - l'Italia - che oggi non ha le caratteristiche finanziarie ed economiche per farlo. Noi rappresentiamo le istanze del Nord. Come ha detto il deputato del Pdl Guido Corsetto, se andiamo avanti così la secessione sarà un processo naturale.
L'intervista a Fugatti è di Alessandra Flora










