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Patriciello, Pdl: una politica spaziale per incrementare la crescita

Aldo PatricielloIl Parlamento europeo discute, domani, in sessione plenaria, la relazione dell’onorevole Aldo Patriciello, Pdl, gruppo Ppe, su una strategia spaziale dell’Unione al servizio dei cittadini. Nella commissione industria, energia, spazio, la relazione di Patriciello, che è al suo secondo mandato, è stata approvata il 22 novembre senza nessun voto contrario: 45 sì, tre astenuti. Un successo “importante” per l’eurudeputato di Venafro, nel Molise, che spera un’accoglienza altrettanto positiva dall’Assemblea nel suo insieme.

La relazione, che approfondisce, in particolare, i programmi Galileo (navigazione satellitare a scopo civile) e Gmes (osservazione della Terra), analizza, spiega Patriciello in un’intervista a EurActiv.it, “il ruolo potenziale della strategia spaziale per incrementare la crescita”. Poche cifre bastano a capire il rilievo del settore: nell’Ue, vi sono impegnate 31mila persone altamente qualificate, il volume d’affari è di 5,4 miliardi di euro l’anno, tra il 6 e il 7% del Pil; e i due programmi Galileo e Gmes possono garantire benefici oscillanti tra i 60 e i 90 miliardi di euro.

“Con la strategia 2020 –spiega Patriciello-, l’Unione europea ambisce a dotarsi di una propria politica spaziale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini europei, di accelerare la crescita dell’economia e di promuovere l’innovazione”. L’approvazione della relazione da parte del Parlamento incoraggerà la Commissione europea e il Consiglio dei Ministri dell’Ue a muoversi in tale direzione.

L’impostazione del documento di Patriciello è frutto di una stretta collaborazione con il vice-presidente dell’Esecutivo comunitario Antonio Tajani, responsabile dell’industria e anche della politica spaziale, oltre che con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e molti altri enti ed esperti. “Il dossier –osserva l’eurodeputato- è molto seguito da tedeschi e francesi, che vi dedicano un’attenzione particolare”.

Certo, “il momento congiunturale dell’economia europea –ammette Patriciello- rende difficile finanziare” i programmi spaziali . Ma –aggiunge l’eurodeputato- “non possiamo fermare la crescita: superata la crisi, questi sono programmi generatori di sviluppo e di occupazione. La Commissione e il Consiglio dovranno immaginarsi come e dove trovare le risorse”. Patriciello avanza l’ipotesi di ‘project bonds’ che consentano di raccogliere finanziamenti privati.

Galileo è “il programma faro” della politica spaziale dell’Ue: offrirà un’alternativa europea al sistema Gps americano e, rispetto al Gps, “garantirà agli utenti maggiore esattezza, integrità globale, l’autenticazione del servizio”. Soprattutto, darà all’Europa “autonomia strategica” rispetto agli Stati Uniti. La relazione non elude, tuttavia, i problemi di finanziamento dell’iniziativa, molto onerosa, con la necessità di mettere in orbita e mantenere efficienti ben 27 satelliti.

Gmes (Global monitoring for environment and safety) ha come obiettivo di fondo l’osservazione della terra. Quattro le principali destinazioni: “lotta al cambiamento climatico e al degrado ambientale; sorveglianza delle frontiere; sorveglianza marittima; protezione civile”. “Finora –osserva Patriciello- è costato tre miliardi di euro: o si va avanti, o si rischia di rendere inutile la spesa fatta”. La stima di spesa è di 5,8/6 miliardi di euro di qui al 2020 per completare il programma: una cifra che il Parlamento chiede sia inserita nelle previsioni finanziarie pluriennali Ue 2014/2020.