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Nelli Feroci: per convincere, l'Ue ha bisogno di progetti chiari

Ferdinando Nelli Feroci - fonte: rappresentanza permanente Italia presso Unione europeaIl rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea, ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, è stato ospite, venerdì 13 luglio, di un déjeuner débat organizzato dallo European Press Club di Roma e dall'Istituto Affari Internazionali, con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Nell'occasione, l'ambasciatore Nelli Feroci ha rilasciato una video-intervista al sito dello IAI, di cui EurActiv riporta il transcript. 

Le decisioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno e quelle successive dell’Eurogruppo del 9 luglio sono state accolte con giudizi generalmente positivi, sia dal punto di vista della rapidità d’adozione delle misure a breve termine che dal punto di vista della validità delle indicazioni sugli sviluppi dell’integrazione. Eppure, la risposta dei mercati e l’andamento degli spread continuano a destare preoccupazioni. Che cosa manca a questa Europa per risultare convincente?

Probabilmente manca ancora una maggiore chiarezza sul progetto di lungo periodo. Le ipotesi messe sul tappeto nel rapporto del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy vanno nella direzione di una maggiore integrazione complessiva. Dovremo, di qui ai prossimi mesi, fare in modo da mostrare che intorno a quel progetto c’è un livello di condivisione sufficiente da parte di tutti i protagonisti: se così fosse, avremmo effettivamente riempito un altro tassello di questo mosaico complesso e saremmo in grado di trasmettere un messaggio chiaro ai mercati e agli investitori internazionali, che dietro la volontà proclamata a più riprese di garantire la stabilità della zona euro c’è effettivamente la volontà di farlo con misure concrete ed operative.

Dopo il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno e l’Eurogruppo del 9 luglio quali sono i tempi e le decisioni che aspettano l’Unione europea?

Il Consiglio europeo ha deciso un pacchetto di misure per la crescita: alcune di queste dovranno essere realizzate su piano nazionale, quindi sono responsabilità dei governi; altre vanno attuate a livello europeo. Nel corso del semestre che ci aspetta, di qui alla fine dell’anno, speriamo di poterle finalizzare: soprattutto quelle che necessitano decisioni congiunte di Consiglio e Parlamento richiederanno un’accelerazione dei lavori, ma speriamo che il pacchetto crescita sia varato di qui alla fine del 2012.

C’è poi una roadmap per un programma proiettato più nel lungo periodo per una riforma e un rafforzamento dell’Unione economica monetaria. Si articola su tre capitoli: quello dell’unione bancaria, quello dell’integrazione fiscale e quello dell’integrazione economica. Prevedo che ci sarà un’accelerazione sul tema dell’unione bancaria e in particolare sul tema della creazione di un’autorità europea di vigilanza sulle banche, che è la prima pietra miliare su cui si dovrebbe fondare un sistema di integrazione bancaria e finanziaria. Gli altri due temi saranno oggetto di elaborazione e di riflessione: dovremmo avere un rapporto definitivo sul da farsi per una maggiore integrazione fiscale ed economica di qui alla fine dell’anno, quindi ugualmente a dicembre.

Infine, c’è il tema delle misure cosiddette di breve periodo: la possibilità per l’Esm di ricapitalizzare le banche è un principio su cui abbiamo già constatato un accordo dei capi di Stato e di governo; una volta pronta e disponibile la decisione sull’autorità europea di vigilanza, dovrebbe diventare operativa. E dovrebbe diventare operativa, insieme con l’entrata in vigore dell’Esm, anche la decisione per il cosiddetto fondo salva Stati di rinunciare allo statuto di credito privilegiato. Da ultimo, per le misure che riguardano gli interventi dei due fondi salva Stati, quello attuale e quello in fase di ratifica, con misure di stabilizzazione dei mercati e dei titoli sovrani, si è già messo in cantiere un lavoro importante: sulla base delle decisioni raggiunte il 29 giugno è stato firmato l’accordo fra la Banca centrale e l’Esm che consentirà alla banca centrale di operare come agente. Nel giro delle prossime settimane dovrebbero essere disponibili gli strumenti da utilizzare se e quando i paesi che lo riterranno necessario ne faranno richiesta al fondo salva Stati

Nel frattempo, è importante che l’Italia rispetti i termini che ci siamo dati per la ratifica dell’Esm. Le ultime notizie parlano di un impegno a chiudere il passaggio per la ratifica il 20 di luglio: se così fosse e se la Corte Costituzionale tedesca conferma un parere positivo abbiamo la possibilità di avere il numero necessario di ratifiche per l’entrata in vigore alla fine di luglio, il che vuol dire che immediatamente dopo il fondo definitivo Esm diventa operativo e questo è un altro segnale molto importante nel senso del rafforzamento della governance dell’euro.

 

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