Gli amanti del cinema d'essai europeo non hanno nulla da temere: il programma Media non scomparirà. Semmai, a svanire potrebbe essere il logo che da molti anni identifica le numerose pellicole finanziate dallo sportello comunitario. A sollevare la questione era stata l'eurodeputata Silvia Costa: il pubblico di tutto il mondo è ormai abituato a riconoscere nei film targati Media un prodotto di alta qualità e la cancellazione del marchio potrebbe essere il preludio di un annacquamento del programma. Per fare luce, EurActiv.it ha intervistato la diretta interessata, Aviva Silver, responsabile del Programma Media della Commissione europea.
Risponde così la funzionaria a EurActiv.it: "All'interno del nuovo programma 'ombrello' Europa Creativa continuerà a esserci il programma Media, al quale verranno assegnate delle azioni specifiche e una dotazione finanziaria autonoma, sulla cui entità si sta ancora discutendo nell'ambito del bilancio dell'Ue. La novità è che la Commissione ha adottato un'identità visiva unica: d'ora in poi un film finanziato dalla Commissione sarà riconosciuto solo attraverso i simboli della Commissione europea e del Parlamento. In linea di principio, quindi, il logo del programma Media cesserà di esistere. Quindi non è vero che il Programma Media verrà cancellato: quello che cambia è l'approccio complessivo".
Continua Aviva Silver: "Il Parlamento ha espresso dispiacere per la decisione, dicendo che sarebbe un peccato perdere questo logo dopo tanti anni in cui il cinema europeo è stato così identificato. Nel suo rapporto, quindi, il Parlamento ribadirà l'importanza di preservare il logo Media. La Commissione dovrà esprimersi su questo punto nei prossimi mesi, ma per farlo deve aspettare l'opinione formale del Parlamento, che purtroppo non sarà resa nota prima della fine del 2012. La decisione finale, come sempre, spetterà al Parlamento e al Consiglio".
Da esperta in materia, chiediamo alla Silver di esprimere una valutazione personale sulla questione: "Su questo punto ci sono due diverse scuole di pensiero. E' importante avere un'identità visiva unica, come vorrebbe la Commissione, ma al tempo stesso comprendo il valore del marchio Media. Secondo me sarebbe utile mantenerlo, ma comprendo pure la necessità di portare avanti una strategia ad un livello globale".
Il programma Media
Tra gli habitués di Media c'è Nanni Moretti che attraverso questo programma ha potuto realizzare alcune sue opere recenti: La stanza del figlio (2003), il Caimano (2005) e Habemus Papam (2011). Quasi tutti i maggiori registi italiani "impegnati" sono passati per Media: da Placido a Sorrentino, da Tornatore a Benigni. Ma anche Olmi, Luchetti e Comencini, Bellocchio. Si ricorda che il programma europeo può finanziare sia la produzione, che la distribuzione.
Non solo film intellettuali: tra i lungometraggi foraggiati da Media c'è anche il cinepanettone La Banda dei Babbi Natale e i blockbuster Immaturi e Manuale d'amore. Ed è vero che Media ha partorito anche degli insuccessi al botteghino, ma questo è un problema di registi e produttori, più che dell'Ue.










