Acquista una dimensione davvero europea l'appello col quale, lo scorso 10 marzo, importanti personalità di Italia e Germania invitavano i rispettivi Parlamenti ad accompagnare il voto di ratifica del Patto di Bilancio con l'affermazione dell'intenzione di creare un'Unione politica europea. In seguito alla decisione dei promotori di estendere l'appello agli altri paesi Ue, noti personaggi del panorama europeo hanno dato la loro adesione. Tra le firme più autorevoli, quella dell'economista francese ed ex presidente della Commissione europea Jacques Delors.
Pubblicato in occasione dell'incontro tra il premier italiano Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel, il documento presentava originariamente 27 firmatari. Oggi l'appello, esteso a livello europeo e leggermente rivisto rispetto alla versione originale, conta oltre 300 firme. In Francia, dove è stata avviata una campagna di adesioni dall’UEF e da Sauvons l’Europe, oltre a Delors, anche l'economista Jacques Attali e il presidente del Movimento europeo francese Jean-Marie Cavada hanno appoggiato la causa.
Riportiamo di seguito il testo integrale dell'appello aggiornato, segnalando in grassetto le modifiche apportate rispetto all'originale.
Appello per una Convenzione Costituente Europea
Un nuovo passo in direzione della governance economica europea è stato compiuto con la firma del cd “fiscal compact”, che ha ripreso, aggiungendovi delle regole più rigide, ciò che era stato fatto negli scorsi mesi dalle istituzioni europee con il Six Pack ed il Patto Euro Plus.
La decisione finale è ora nelle mani dei parlamenti nazionali non solo per la ratifica del nuovo trattato insieme al Meccanismo Europeo di Stabilità ed alla modifica dell'articolo 136 del Trattato di Lisbona ma anche per rispettare il dovere della cooperazione leale nel raggiungimento dell'obiettivo della stabilità finanziaria nel quadro ed in conformità al primato del diritto dell'Unione.
Ma tutto ciò non è certamente sufficiente.
Politiche per la crescita sostenibile dovranno essere adottate per accompagnare l'austerità e la disciplina di bilancio.
In questo quadro, dovranno essere rimosse le restrizioni e gli ostacoli per la libera circolazione e la concorrenza, rinunciando alla tentazione di forme di autodifesa protezionista.
La lista di queste restrizioni e di questi ostacoli è molto ben conosciuta e per la loro grande maggioranza la Commissione ha presentato da tempo proposte legislative specifiche che giacciono davanti al Consiglio ed al Parlamento europeo.
Al fine di superare la crisi di fiducia e per offrire ai cittadini dell'Unione una nuova prospettiva europea creando uno spazio pubblico di democrazia e di solidarietà fondato sul principio federale dell'interdipendenza, noi proponiamo:
- che i parlamenti dei paesi pronti ad avanzare sulla via degli Stati Uniti d'Europa adottino una procedura comune per ratificare il cd “fiscal compact”, il Meccanismo Europeo di Stabilità e la modifica dell'articolo 136 del trattato di Lisbona accompagnando il voto di ratifica con l'approvazione di una dichiarazione politica per un nuovo passo in avanti verso una forte Unione politica con un governo federale, ispirandosi ad Altiero Spinelli e Jean Monnet e proponendo un metodo ed un'agenda per realizzarla.
- che un'avanguardia di governi dei paesi membri dell'Unione europea sottoponga al prossimo Consiglio europeo una Dichiarazione di interdipendenza dell'Unione europea aprendo la strada ad un ampio dibattito sul futuro dell'Europa in vista della riforma del Trattato di Lisbona.
Quattro anni dopo la sua firma, le debolezze del Trattato di Lisbona - chiaramente inadeguato per far fronte all'inaspettata crisi internazionale - sono evidenti così come lo sono i costi della non-Europa.
L'ampio dibattito deve in primo luogo chiarire la capacità di agire dell'Unione in settori come lo sviluppo sostenibile, la politica energetica, l'immigrazione, la dimensione sociale con particolare riferimento alla disoccupazione giovanile ed alla lotta alla povertà, la politica industriale, la cooperazione giudiziaria in campo penale, la politica estera e di sicurezza.
In secondo luogo, l'eventuale trasferimento di competenze dagli Stati membri all'Unione dovrebbe essere sostenuto dal trasferimento contemporaneo di risorse finanziarie e di spese ad un bilancio federale.
In terzo ed ultimo luogo, si dovranno fare scelte di natura costituzionale per garantire un processo di decisione politica, economica e fiscale allo stesso livello rafforzando la democrazia europea e l'efficacia del sistema istituzionale dell'Unione.
Noi proponiamo:
- che il Consiglio europeo partecipi alla seduta plenaria del Parlamento europeo del 10 settembre 2012 celebrando il sessantesimo anniversario della prima Assemblea europea e chiedendo al Parlamento europeo di elaborare un rapporto sulla riforma del Trattato di Lisbona approvandolo in tempo utile prima delle elezioni europee del 2014.
- che, sulla base di questo rapporto e dei risultati dei dibattiti nei paesi membri, una Convenzione costituente sia convocata dopo le elezioni europee ma prima della fine del 2014.
- che la componente parlamentare della Convenzione costituente sia formata seguendo la stessa distribuzione dei seggi nel Parlamento europeo e che la decisione finale all'interno di questa componente sia presa a maggioranza qualificata.
- che una clausola di integrazione differenziata sia iscritta nel nuovo trattato dando tempo sufficiente ai paesi recalcitranti o di unirsi ai paesi decisi ad andare avanti o di recedere dall'Unione usando il diritto previsto dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona.
Fra poco più di due anni, mezzo miliardo di cittadine e di cittadini europei andranno a votare per rinnovare il Parlamento europeo. Restituiamo loro il sogno di una società europea solidale, giusta e democratica.
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CIME: Come aderire all'Appello per una Convenzione Costituente Europea









