Ormai quasi ci siamo. Nei prossimi giorni la Cabina di regia interministeriale per l'Agenda Digitale presenterà le misure normative da cui il governo creerà, entro la fine dell'estate, il decreto DigItalia. Giocando d'anticipo rispetto al pacchetto di misure governativo, l'associazione politica e culturale Prima Persona ha analizzato il tema e presentato alcune proposte in materia di infrastrutture, competenze e smart cities. A illustrarle, Mario Caputo, analista di politiche pubbliche, nel corso di un convegno organizzato a Matera per fare il punto sull'attuazione della strategia italiana, nell'ambito della più larga Agenda digitale europea.
Da un lato, le questioni istituzionali, dall'altro, la necessità di lasciare altro tempo alla Cabina, per analizzare i principali target dell’Agenda Digitale - suddivisi in sei gruppi di lavoro (Infrastrutture e sicurezza, eCommerce, Ricerca e Innovazione, Competenze digitali, eGovernment e Open Data, Smart cities & communities) - hanno causato uno slittamento dei tempi per la conclusione dei lavori del pacchetto normativo Digitalia.
Nell'attesa, l'associazione nazionale Prima Persona, presieduta da Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, ha fornito alcuni suggerimenti, illustrati da Caputo, “sulle infrastrutture, sulle competenze e sulle smart cities”.
Infrastrutture
Il Piano di Azione Coesione ha destinato al Mezzogiorno 410 milioni di euro per banda larga, ultralarga e data center, con la partecipazione delle regioni meridionali che hanno riprogrammato l’utilizzo di risorse comunitarie.
Prima Persona, al fine di garantire il diritto all’accesso al digitale di tutti i cittadini, propone di:
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applicare il metodo del Piano di Azione Coesione a tutto il Paese per completare il Piano nazionale banda larga, attraverso il concorso di risorse riprogrammate da vari livelli istituzionali in maniera coordinata:
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prevedere un Programma nazionale (per le 20 regioni) dei fondi strutturali 2014-2020 dedicato al Progetto strategico nazionale banda ultralarga.
Competenze
Tra gli obiettivi dell'Agenda Digitale italiana, quello di estendere il modello della scuola digitale: banda larga per la didattica nelle scuole; cloud per la didattica; contenuti digitali e libri di testo /adozioni; formazione degli insegnanti in ambiente di blended e-learning; LIM – e-book; e-participation.
Prima Persona propone di sfruttare il bacino di utenza straordinario creato proprio dalle scuole, coinvolgendo milioni di studenti nelle attività di alfabetizzazione di quel 41,7% di italiani in digital divide. Nello specifico, suggerisce di:
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preparare gruppi di studenti a diventare Digital Angels, prendendo in carico gruppi di persone che, anche per ragioni d’età, vivono un divario digitale, per favorirne l’accesso ai servizi telematici forniti dalla PA;
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coinvolgere Enti locali, amministrazioni pubbliche, terzo settore e imprese in progetti di diffusione delle competenze, studiando meccanismi che possano far maturare crediti “sociali” ai Digital Angels.
Smart cities
Nell'ambito del Bando Smart Cities and Communities Mezzogiorno, il MIUR ha approvato 38 progetti.
Prima Persona propone:
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Azioni di monitoraggio “social” del progetto più rappresentativo di ogni regione, rispetto alla sua vocazione/specializzazione;
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Condivisione e confronto sulle applicazioni sperimentate e i risultati ottenuti.










