Le energie rinnovabili come l'energia eolica, l’energia solare, quella idroelettrica e le biomasse possono giocare un ruolo importante nella lotta contro la doppia sfida della sicurezza energetica e del riscaldamento globale, perché producono meno emissioni di gas serra rispetto ai combustibili fossili. Queste fonti energetiche sono tenute a svolgere un ruolo chiave nella creazione di posti di lavoro e nuove tecnologie che possano far riemergere l’Europa dalla crisi economica.
Cronologia
Sintesi politica
Questioni
Posizioni
Links
Cronologia
- Novembre 1997: La Commissione pubblica il Libro Bianco che stabilisce una Strategia Comunitaria e un Piano d'Azione per le Energie Rinnovabili.
- Settembre 2001: L'UE adotta la direttiva sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
- Maggio 2003: L'UE adotta la direttiva sulla promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti.
- 10 gennaio 2007: La Commissione presenta la Renewable Energy Roadmap, parte del suo pacchetto energia e cambiamenti climatici.
- Marzo 2007: Vertice UE approva l'obiettivo vincolante del 20% di energie rinnovabili tra le fonti del fabbisogno energetico entro il 2020.
- 23 gennaio 2008: La Commissione presenta una proposta per una nuova direttiva sulle energie rinnovabili.
- 9 dicembre 2008: Accordo politico sulla Direttiva sulle Energie Rinnovabili.
- 11-12 dicembre 2008: vertice UE concorda una versione finale della Direttiva sulle Energie Rinnovabili.
- 30 giugno 2009: La Commissione pubblica un modello per i Piani di Azione Nazionali per le Energie Rinnovabili (NREAP).
- 30 giugno 2010: Termine ultimo per gli Stati dell'UE per la presentazione dei Piani d'Azione Nazionali per le Energie Rinnovabili.
- 31 gennaio 2011: Il progress report della Commissione chiede che vengano raddoppiati gli investimenti di capitale per conseguire l'obiettivo delle rinnovabili.
- 15 dicembre 2011: La Commissione presenta la tabella di marcia per l’energia 2050.
- 2020: Data proposta per l'obiettivo comunitario di raggiungere il 20% di utilizzo di energia da fonti rinnovabili.
Sintesi politica
Dalla crisi energetica degli anni ‘70, diverse nazioni industrializzate hanno avviato programmi di sviluppo di soluzioni di energia rinnovabile, ma il ritorno dei bassi prezzi del petrolio ha impedito che le energie rinnovabili si affermassero su larga scala commerciale.
Nel 2007, le energie rinnovabili coprivano il 13,1% della fornitura globale di energia primaria e il 17,9% della produzione mondiale di elettricità (Agenzia Internazionale per l’Energia, 2007). Il World Energy Outlook 2006 dell’AIE prevedeva nel suo Scenario Politico Alternativo che la quota delle energie rinnovabili del consumo globale di energia subisse solo un lieve aumento nel 2030, attestabile al 14%. Ci si aspettava che le fonti rinnovabili nella produzione di elettricità crescessero di circa il 25%, secondo l'AIE.
La Commissione europea ha pubblicato un Libro Bianco nel 1997, che definisce una strategia comunitaria atta al raggiungimento di una quota del 12% di energie rinnovabili nel mix energetico dell'UE. La decisione è stata motivata dalle preoccupazioni circa la sicurezza dell'approvvigionamento e la protezione dell'ambiente.
L'obiettivo del 12% è stato adottato in una direttiva del 2001 sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, che comprendeva anche un obiettivo del 22,1% per l'energia elettrica per l'UE a 15. La legislazione rappresentava una parte importante delle misure dell’Unione Europea utili a rispettare gli impegni assunti nell'ambito del protocollo di Kyoto. Tuttavia, gli obiettivi non erano vincolanti e divenne evidente che essi non sarebbero stati soddisfatti.
Nel gennaio 2007 la Commissione ha pubblicato una Renewable Energy Roadmap che delinea una strategia a lungo termine. Ha sollecitato come obiettivo vincolante il raggiungimento di una quota del 20% di energie rinnovabili nel mix energetico dell'UE entro il 2020. L'obiettivo è stato approvato dai leader europei nel marzo 2007.
Una direttiva UE sulle energie rinnovabili, adottata nel dicembre 2008, imponeva agli Stati membri di aumentare la propria quota di energie rinnovabili - come quella solare, eolica o idroelettrica – ossia di aumentare la percentuale complessiva dall’attuale 8,5% al 20% entro il 2020. Una quota del 10% di 'combustibile verde' nel settore dei trasporti è inclusa anche all'interno dell'obiettivo generale dell'UE.
Per raggiungere l'obiettivo, era stato richiesto al blocco dei 27 membri di aumentare la propria quota di energie rinnovabili del 5,5% rispetto ai livelli del 2005, con l'aumento rimanente calcolato sulla base del prodotto interno lordo pro capite (PIL).
Per raggiungere questo obiettivo, l'UE ha adottato una nuova Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, del 23 di aprile 2009, che stabilisce obiettivi individuali per ogni Stato membro, "definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti" e "detta norme relative ai trasferimenti statistici tra gli Stati membri, ai progetti comuni tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative, all’informazione e alla formazione nonché all’accesso alla rete elettrica per l’energia da fonti rinnovabili e fissa criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi".
La strategia 'Europa 2020', presentata dalla Commissione nel marzo 2010, integrava gli obiettivi climatici 2020 nella sua iniziativa, che punta a promuovere un uso efficiente delle risorse in Europa. La strategia esorta gli Stati membri a mettere in atto meccanismi di cooperazione che creino una situazione in cui sia possibile uno scambio facilitato dell'energia e la condivisione delle spese, la creazione di un vero e proprio "mercato interno delle energie rinnovabili", nel rispetto delle prerogative nazionali per quanto riguarda il rifornimento energetico, ossia un'Europa che soddisfa il proprio fabbisogno energetico per il 20% attraverso fonti rinnovabili. Gli Stati membri hanno presentato, nel 2010, piani d'azione che permetteranno loro di raggiungere questo obiettivo entro il 2020, ma è necessario un deciso incremento degli investimenti (soprattutto dal settore privato) e una precisa coordinazione transnazionale.
Una comunicazione della Commissione, presentata il 31 gennaio, ha evidenziato che i meccanismi di cooperazione comprendono trasferimenti statistici, progetti comuni e schemi di supporto concordati. Gli Stati che supereranno i propri obiettivi 2020 potranno vendere il loro surplus a chi non ha ancora raggiunto il proprio target, assicurando in questo modo uno sviluppo armonico del mercato energetico europeo. La Commissione auspica inoltre una convergenza dei finanziamenti, con un maggiore dialogo tra gli Stati membri sui dazi imposti all'energia rinnovabile. La costituzione di un mercato unico delle energie rinnovabili permetterà di ridurre i costi complessivi e di aumentare la competitività del settore, grazie all'economia di scala.
Questioni
Gli Stati membri sono autorizzati a collegare i loro regimi di sostegno nazionali a quelli di altri Stati dell'Unione europea, ed è consentito, a determinate condizioni, di importare fonti “fisiche” di energie rinnovabili da Paesi terzi, come i grandi parchi solari del Nord Africa. Un sistema di open trading per i certificati delle energie rinnovabili tra gli Stati membri dell'Unione europea, favorito da parte dei commercianti del mercato dell'energia elettrica e dei servizi di energia elettrica di grandi dimensioni, è stata respinto a favore di un sistema per cui uno Stato membro può vendere o scambiare i crediti delle energie rinnovabili in eccesso ad un altro Stato, sulla base di valori statistici.
I cosiddetti “trasferimenti statistici”, che possono avvenire solo se lo Stato membro di vendita ha raggiunto i suoi obiettivi intermedi sulle fonti rinnovabili, possono essere applicati anche nei casi in cui gli Stati membri cooperino su progetti comuni.
Riscaldamento degli edifici e dei quartieri
Mentre la direttiva si concentra principalmente sulla promozione su larga scala di impianti di energia rinnovabile, gli Stati membri sono comunque invitati ad utilizzare "i livelli minimi per l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili negli edifici". Inoltre, il testo prevede il riconoscimento reciproco della certificazione per i tecnici che hanno installato tecnologie rinnovabili negli edifici.
Architetti e progettisti beneficiano di “guide” nazionali nella pianificazione di nuovi progetti di costruzione, mentre gli organi amministrativi locali e regionali dovrebbero essere incoraggiati a “garantire che attrezzature ed impianti siano installati per l'utilizzo del riscaldamento, raffreddamento ed elettricità da fonti rinnovabili, e per il riscaldamento e raffreddamento di quartieri, in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree industriali o residenziali". In particolare, dovrebbero essere sollecitati a prendere in considerazione il riscaldamento e raffreddamento mediante fonti rinnovabili in sede di pianificazione di infrastrutture urbanistiche.
Infrastrutture e accesso alla rete
Molti piccoli produttori di energia rinnovabile sostengono che la mancanza di trasparenza e l’accesso bloccato alle reti elettriche impediscano loro di competere sul mercato.
Il testo mira a risolvere il problema chiedendo agli Stati membri di garantire che gli operatori del sistema di trasmissione e di distribuzione fornisca "accesso prioritario o accesso garantito alla rete dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili".
A un vertice UE nel febbraio 2011, i leader dell'UE hanno riconosciuto che l'ulteriore crescita verde richiederebbe un rete di potenza “smart” ad alta tecnologia - per un costo stimato di circa 200 miliardi di euro - per portare l'energia eolica da nord e l'energia solare dal Mediterraneo a città centrali come Parigi e Praga. Ciò sarebbe reso necessario per compensare la variazione naturale in fonti di energia come l'eolico e solare.
Posizioni
Ernest-Antoine Seillière, presidente di BusinessEurope, l'organizzazione dei datori di lavoro dell'Unione europea, ha dichiarato: “Siamo favorevoli ad un aumento generale nell'uso delle energie rinnovabili" ma "soddisfare questo obiettivo vincolante non deve minacciare la possibilità di approvvigionamento energetico a prezzi competitivi. L’attuazione deve lasciare tutte le altre opzioni energetiche aperte, in particolare l'uso dell'energia nucleare".
L’European Renewable Energy Council (EREC) ha espresso preoccupazione per quanto riguarda l'attuazione, dicendo che "il prefiggersi un obiettivo ambizioso, non comporta automaticamente risultati". "Dobbiamo andare avanti a tutta velocità nell'attuazione del quadro legislativo, che garantisce il massimo utilizzo dell'energia rinnovabile in tutti i suoi settori e delle sue potenzialità", ha detto il presidente Arthouros Zervos.
Commentando la revisione della Commissione europea della direttiva sulle fonti rinnovabili, pubblicata nel gennaio 2011, Zervos ha sottolineato che essa “fornisce un quadro chiaro sia dei progressi promettenti delle energie rinnovabili che delle sfide economiche, ma è deludente quando si tratta di idee nuove e innovative relative al finanziamento delle fonti rinnovabili”.
“È il quinto anno consecutivo che le energie rinnovabili rappresentano oltre il 40% dei nuovi impianti di generazione di energia elettrica”, ha continuato, “Data la continua lenta crescita di riscaldamento rinnovabile a livello UE e nazionale, occorre un sostegno maggiore nel settore termico, per esempio al teleriscaldamento o a quello di co-generazione” e ha aggiunto, “Perché gli investimenti nelle energie rinnovabili raddoppino, gli investitori devono stabile un quadro europeo e nazionale”.
Una relazione presentata nel gennaio 2007 da Greenpeace ed EREC prevede che l'energia rinnovabile sarà in grado di fornire metà del fabbisogno mondiale di energia primaria entro il 2050, nel caso vengano adottate politiche adatte.
L’Eurodeputato lussemburghese Claude Turmes, portavoce per l’energia per il gruppo Greens/European Free Alliance al Parlamento europeo, nei commenti rilasciati prima di un vertice sull’energia dell'UE tenutosi nel febbraio 2011 ha dichiarato che: “I regimi di sostegno nazionali per le energie rinnovabili hanno dimostrato un successo schiacciante nel promuovere l'adozione di energie rinnovabili. Siamo lieti del fatto che la Commissione abbia respinto l’azione di lobbying da parte di grandi società di servizi energetici, che tentavano di compromettere tali regimi nazionali.”
“Sistemi di sostegno nazionali, combinati con i meccanismi di cooperazione previsti dalla legislazione UE per le energie rinnovabili, rappresentano il modo migliore per promuovere un aumento della quota delle energie rinnovabili”.
Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare (Associazione nazionale dell’industria fotovoltaica) ha dichiarato, prendendo spunto dal Referendum abrogativo nazionale tenutosi il 12-13 giugno, che "i risultati del referendum hanno dimostrato ancora una volta la necessità per il Paese di appoggiare le fonti di energia rinnovabile, con un’azione anche di Governo efficace. Occorre puntare a obiettivi più ambiziosi nel lungo periodo con step intermedi di medio - lungo termine. Serve un tavolo permanente Governo-Industria delle rinnovabili che possa monitorare la crescita del mercato e intervenire dove c’è bisogno. Sul fotovoltaico, dal quarto conto energia approvato a inizio maggio non si stanno avendo i risultati che il Governo sperava: ad ora la ripresa del settore resta timida dopo mesi di blocco dovuti alla revisione degli incentivi. Servirebbe ripensare all'opportunità del cap rigido e del meccanismo burocratico di accesso che soffoca oggi la fattibilità degli impianti medio-grandi, perché proprio da questo segmento, così come da quello degli impianti piccoli, non si può prescindere per raggiungere e a questo punto andare anche oltre gli obiettivi 2020 imposti dalla UE all’Italia in termini di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Chianetta ha inoltre aggiunto che "Per dare nuovo impulso alla filiera italiana del fotovoltaico, servono investimenti e politiche a sostegno della ricerca sulle nuove tecnologie, sui materiali e di supporto alle imprese innovative. Serve un contesto favorevole allo sviluppo d’impresa ad ora inesistente in Italia dove fare impresa è difficile e chi ci riesce difficilmente trova mezzi adeguati per innovazione e ricerca, alla base della competitività di un settore come il fotovoltaico”.
Guidalberto Guidi, Presidente di Confindustria ANIE, ha dichiarato che "I recenti accadimenti hanno imposto un cambio di rotta nella definizione della politica energetica italiana. Il ripensamento dell’agenda politica in materia energetica affonda le radici nella trasformazione in atto negli ultimi anni nel mercato energetico internazionale e nelle sfide che il mutamento di scenario ha imposto al sistema economico e produttivo. ANIE guarda pertanto con favore all'impegno espresso dal Governo per elaborare un piano energetico nazionale lungimirante che permetta all’Italia di affrontare le sfide di uno sviluppo sostenibile e competitivo”.
"Le nuove direttrici che vorrebbero darsi alla programmazione energetica offrono segnali importanti per l’intera filiera delle rinnovabili attiva nel nostro Paese – ha dichiarato Valerio Natalizia, Presidente di Gifi-Anie. "A questo proposito è fondamentale l’elaborazione di una strategia condivisa che tenga conto del ruolo fondamentale che le fonti rinnovabili dovranno ricoprire nelle future strategie energetiche del nostro Paese. Senza infrastrutture energetiche efficienti, sicure e sostenibili non è possibile garantire la competitività del sistema industriale e del Paese nel suo complesso. Nella definizione del Piano è importante pertanto trovare un giusto equilibrio fra le soluzioni oggi disponibili, superare i particolarismi e continuare a favorire gli investimenti”.
Links
Tabella di marcia per le energie rinnovabili
Renewable energy Road Map - Impact Assessment
Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili
EurActiv.com: EU energy roadmap for 2050 seen as a ‘missed opportunity’
EurActiv.it: Energy Roadmap 2050: l'UE verso emissioni zero










