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Rifiuti Campania - foto da sito ufficiale Legambiente211 sì, 29 no, 32 astenuti. Il decreto ambiente passa in Senato e diventa legge. Legge che recepisce le indicazioni dell'Unione europea in materia di trattamento dei rifiuti. Al centro dell'attenzione, dell'Europa e dell'Italia, la Regione Campania, cui viene concesso di trasportare rifiuti in altre regioni, a condizione che queste diano il proprio consenso (prima non necessario). Le norme Ue faranno da punto di riferimento anche in tema di commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili.

 Rifiuti in Campania, bioshopper e materiali di riporto. Questi i temi dei tre articoli contenuti nel dl ambiente. Decreto diventato legge non senza complicazioni: dopo un primo voto in Senato e il passaggio alla Camera, dove il testo ha subito notevoli modificazioni. Quindi, il ritorno sui banchi di Palazzo Madama, su cui incombeva l'obbligo di vararlo tempi ristretti: il decreto, infatti, sarebbe scaduto il 25 marzo.

Con il decerto approvato, l'Italia si rifà alle indicazioni dell'Unione europea. A partire dalla questione dei rifiuti in Campania, in cui si inserisce un elemento di novità: la possibilità di trasportare immondizia nelle altre Regioni, purché ci sia un'intesa tra le due parti. Intesa finora non necessaria e che si tradurrà in un'ulteriore difficoltà per la Campania. “Questa parte del decreto va cambiata perché lascia i territori da soli nella gestione delle emergenze”, ha commentato il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, che tuttavia ammette che “non c'erano i tempi per modificarla”.

Le norme europee sono state scelte come punto di riferimento anche in merito alla commercializzazione dei sacchetti di plastica: le shopper non conformi alla norma Ue 13432 del 2002 – presa come modello – saranno banditi e passibili di sequestro. Un voto che “mette fine a sciocche mistificazioni e tenta di liberare il nostro paese dall'invasione delle buste di plastica”, ha dichiarato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente.