In vista della presentazione a Bruxelles del programma definitivo per la gestione dei rifiuti in Campania, prevista per giugno, la regione sonda il terreno della Commissione europea presentando, in ritardo, il progetto provvisorio da qui al 2016.
Il piano era atteso dal commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik per il 15 aprile ed è stato sollecitato anche dal ministero dell’Ambiente, con una lettera del direttore generale Maurizio Pernice sui rischi del mancato rispetto degli accordi con l'Esecutivo Ue. L’Italia potrebbe infatti essere condannata al pagamento di “ingenti sanzioni pecuniarie”, che si aggirerebbero intorno ai 20 milioni di euro.
Pericolo per ora scampato: la giunta regionale ha infatti approvato il documento sulla gestione dei rifiuti speciali, che, insieme al piano di gestione dei rifiuti urbani e a quello per le bonifiche, - ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano - "contribuisce all’adempimento delle prescrizioni contenute nella sentenza della Corte di giustizia europea, in ordine alla procedura di infrazione contro l’Italia in materia di rifiuti".
Il portavoce di Potocnik, Joe Hennon, ha confermato che il progetto è già nelle mani dei funzionari Ue e che "riguarda misure a breve e medio termine per permettere all'Italia di realizzare gli investimenti strutturali per la gestione dei rifiuti, come la costruzione di inceneritori, che richiedono tempi più lunghi".
Nella bozza del programma, anche l’obbligo per le autorità italiane di presentare ogni tre mesi alla Commissione europea un rapporto che consentirà a Bruxelles di monitorare l’implementazione delle misure programmate.









