A riferirlo è l'eurodeputato Andrea Zanoni (Idv): il commissario all'Ambiente Janez Potočnik ha intimato all'Italia di interrompere la prassi della caccia in deroga, a partire dalla stagione venatoria 2012-2013, pena il ricorso alla Corte di Giustizia europea e l'arrivo di sanzioni. L'ultimatum, contenuto in una lettera inviata al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, sarebbe giunto a seguito dell'incontro tra il commissario e i rappresentanti delle maggiori associazioni ambientaliste italiane.
Due sentenze della Corte di Giustizia Ue contro l'autorizzazione della caccia di specie protette in Veneto e in Liguria; una procedura di infrazione avviata a causa dell'attività venatoria in deroga in Lombardia. E' questo finora lo stato dei rapporti tra le amministrazioni regionali che difendono la pratica della caccia oltre i limiti posti dalla direttiva Uccelli e le autorità bruxellesi.
Gli avvertimenti finora non sembrano aver spaventato troppo le regioni. Ma la minaccia di multe salate, in tempi di crisi, potrebbe ricondurle a più miti consigli. La Lombardia, che da diversi mesi tratta con Bruxelles, sarebbe ormai disposta a fare un passo indietro, mentre il governatore del Veneto Luca Zaia difende la normativa regionale, che avrebbe condiviso con Clini. Ora però il ministro fa i conti con il messaggio di Potočnik: in caso di nuove deroghe illegittime a settembre, "la Commissione non avrà altra scelta che presentare un secondo ricorso alla Corte di Giustizia Ue proponendo sanzioni pecuniarie contro la Repubblica italiana".
Per Zanoni, la lettera è "il funerale della caccia in deroga in Italia".










