Home NEWS Crescita Ocm vino: Corte Conti Ue e Confagricoltura, riforma non basta

Ocm vino: Corte Conti Ue e Confagricoltura, riforma non basta

Vigneto - foto di Dietmar Mitterer-ZublasingLa Corte dei Conti europea fa il punto sulla riforma dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo - l'impostazione introdotta in Europa nel 2008 per rispondere all'eccedenza strutturale della produzione - e indirizza alla Commissione Ue una serie di raccomandazioni per migliorare l'equilibrio tra domanda e offerta. Concorde Confagricoltura: servono misure per far crescere la competitività del vigneto europeo, fa sapere il presidente della Federazione nazionale vino dell'organizzazione degli imprenditori agricoli Piergiovanni Pistoni.

La relazione della Corte dei Conti Ue sui primi risultati della riforma dell'Ocm vino si concentra soprattutto sue due misure: il regime di estirpazione e la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, cui l'Ue ha destinato, rispettivamente, 1,074 miliardi di euro nel triennio dalla campagna 2008/2009 a quella 2010/2011 e 4,2 miliardi di euro nel decennio 2001-2010.

Diverse le lacune rilevate dalla magistratura finanziaria dell’Ue. Livelli di aiuto troppo elevati hanno contribuito all'inefficienza del regime di estirpazione, che nel periodo 2008-2011 ha ridotto l'eccedenza di vino, stimata dalla Commissione in 18,5 milioni di ettolitri, di soli 10,2 milioni di ettolitri l’anno. Quanto alla ristrutturazione e riconversione, gli incrementi delle rese derivanti dalla misura hanno in parte compensato gli effetti dell’estirpazione nel ridurre la sovrapproduzione.

Sulle soluzioni raccomandate dalla Corte alla Commissione europea, Confagricoltura è sostanzialmente concorde. Tra queste, la necessità di fornire una nuova stima dell’equilibrio tra l’offerta e la domanda, considerando anche gli effetti della liberalizzazione dei diritti d’impianto, la cui abolizione è prevista entro il 2015. Una misura, questa, contrastata dall'Organizzazione degli imprenditori agricoli, che teme destabilizzi il settore.

Accordo anche sulla proposta della Corte di evitare l’estirpazione di vigneti ammodernati, per cui bisognerebbe stabilire criteri aggiuntivi di ammissibilità legati ai vigneti stessi e non solo all’agricoltore, e soprattutto sulla ridefinizione delle operazioni di ristrutturazione ammissibili, in particolare – osserva Pistoni - "quelle consentite a titolo di miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti".

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