Home NEWS Crescita Europa federale: politica e industria d'accordo, verso Stati Uniti Ue

Europa federale: politica e industria d'accordo, verso Stati Uniti Ue

Romano Prodi - Credit © European Union, 2012“Spero che dopo questa giornata potremmo togliere il punto interrogativo dal titolo del nostro convegno”. Con questa battuta Emma Bonino ha aperto oggi il convegno 'Europa federale, unica via d'uscita?', organizzato dal Consiglio italiano del Movimento europeo, dal Partito radicale e dall'Ecfr. Un auspicio che ha trovato eco nelle opinioni dei relatori intervenuti – da ministri come Enzo Moavero a rappresentanti degli imprenditori come Giorgio Squinzi - tutti convinti che senza un profondo cambiamento politico il declino dell'Ue sia segnato. A concludere la mattinata di dibattito, le considerazioni di Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione europea.

Dare spazio al tema del federalismo europeo è tanto più significativo se inquadrato all'interno del delicato momento che affrontano le istituzioni Ue. Nella stessa giornata di venerdì 22 era in corso il quadrangolare tra i leader delle maggiori potenze economiche dell'Eurozona: Monti, Hollande, Merkel e Rajoy si ritrovavano a Roma per preparare il Vertice della Crescita di fine giugno. A loro dunque si sono rivolti gli organizzatori del convegno e gli esponenti del mondo imprenditoriale e politico europeo, chiedendo una chiara presa di posizione per una svolta federalista.

I presidenti delle confederazioni industriali di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, hanno aperto la prima parte della mattinata. Al centro degli interventi la necessità di cure finanziare – dal patto di bilancio agli eurobond, passando per un rafforzamento della Bce- che possano tamponare l'emorragia di cui è preda l'Europa. Per far sì che queste misure abbiano effetto serve però un'integrazione politica. Lo dimostra l'instabilità dell'euro, che si lega alla mancanza di una politica fiscale condivisa che, a sua volta, non è realizzabile se non da un organismo sovranazionale.

A riprendere il tema sono stati i rappresentanti delle istituzioni intervenuti nella seconda sessione, che hanno ricostruito i passaggi fondamentali che hanno permesso di costruire l'unione economica e la moneta unica. Le scelte politico-istituzionali da intraprendere per il cammino verso un'Europa federalista sono essenziali anche per rispondere a una questione più volte invocata, quella della sovranità. Le scelte dettate a livello europeo non devono essere percepite dai cittadini come imposte da un organismo estraneo, anche per questo è urgente il raggiungimento dell'unione politica, che risolverebbe dunque il problema della legittimità.

Anche l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, chiudendo il convegno, è intervenuto sul punto, sottolineando come la perdita di sovranità ha “politicamente un significato enorme”. La sfida maggiore da affrontare per l'Europa, secondo Prodi, è proprio quella dell'unione politica: “L'Europa deve diventare un cane grosso come la Cina e gli Usa”, l'unico modo per affrontare le sfide economiche globali, perché, “da solo nessun paese europeo può farcela, neanche la Germania, che ha l'economia più forte”, ha concluso l'ex presidente della Commissione.

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