Home NEWS Crescita Brevetto europeo: sede Corte, accordo raggiunto

Brevetto europeo: sede Corte, accordo raggiunto

conferenza stampa 29 giugno 2012 fonte: Consiliumdi Alessandra Flora - Parigi la sede centrale. E sarà di nazionalità francese il primo giudice che presiederà il tribunale. Londra si aggiudica invece la divisione chimico-farmaceutica, mentre a Monaco di Baviera va il settore meccanico. Fumata bianca, quindi, sulla sede del tribunale unico sul brevetto europeo: ad annunciarlo, su Twitter, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Notizia poi confermata anche dal comunicato ufficiale del Vertice e dal gabinetto del commissario Michel Barnier a EurActiv.it. Motivo (ufficiale) di questa scelta sarebbe la natura specialistica del brevetti e la necessità di mantenere elevato il loro standard di qualità. Anche se ai più l'intesa suona come una spartizione tra i tre concorrenti Merkel, Hollande e Cameron.

I leader europei riuniti al Vertice della Crescita, dopo uno scontro iniziale, hanno raggiunto il compromesso. Un accordo che era nell'aria, come EurActiv.it aveva anticipato nei giorni scorsi, andato in porto grazie all'azione diplomatica di Van Rompuy e al sostegno della presidenza di turno danese, che porta a casa il risultato promesso fin dall'inizio del suo semestre di turno. Soddisfatto Michel Barnier, commissario per il mercato interno: "Il compromesso raggiunto rappresenta una tappa decisiva verso la creazione del brevetto unico e della giurisdizione unitaria".

Continua Barnier in un comunicato uffciale: "Questa riforma ridurrà i costi. Spero che l'Italia e la Spagna (n.d.r. gli unici paesi che non hanno aderito alla cooperazione rafforzata sul trilinguismo) si uniscano presto al sistema unitario. Le nuove regole, una volta operative, aumenteranno il potenziale di invenzioni e innovazioni nel mercato unico europeo e rafforzeranno la competitività. Spero che il primo brevetto unico venga registrato nel 2014". Conclude Barnier: "L'accordo di oggi apre la strada al voto dell'Europarlamento, che dovrebbe dare il via libera alla proposta legislativa il 4 luglio. A tal proposito vorrei sottolineare l'eccellente cooperazione che c'è stata con il Parlamento su questo dossier".

Come afferma il comunicato stampa del Vertice, per quanto riguarda le azioni che possono essere portate all'attenzione della corte unica, le parti potranno procedere anche nel caso in cui un'impresa sia domiciliata al di fuori dell'Unione europea. Non sarà invece possibile chiedere il trasferimento di competenze dalla sede centrale della corte a un tribunale locale se la difesa ha il proprio domicilio all'interno del territorio dell'Ue.

L'Italia, con le candidature mai realmente emerse di Milano e Torino, non poteva aspirare, in questa fase, a risultati positivi. Resta da capire se il nostro governo deciderà di restare fuori dalla cooperazione rafforzata sul trilinguismo e di continuare a presentare i propri brevetti in lingua italiana.

 

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