Un incontro nel quale si discuterà finalmente faccia a faccia, per tirare le fila del Consiglio europeo della Crescita della scorsa settimana, in vista dell’Eurogruppo della prossima. Il premier italiano Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel si vedranno mercoledì a Roma, nel corso di un vertice intergovernativo italo-tedesco con la partecipazione di diversi esponenti dei due governi. Una giornata di colloqui a tutto campo nel corso della quale sciogliere i nodi che separano i due paesi. Che, al momento, partono tutti dalla questione di maggiore attualità: lo scudo antispread.
Il calendario degli incontri
Il programma di giornata, infatti, prevede un’agenda serrata di colloqui bilaterali. E’ previsto un incontro tra i due ministri degli Esteri, Guido Westerwelle e Giulio Terzi, e tra il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero e la responsabile del Lavoro e degli Affari sociali della Repubblica federale di Germania Ursula von der Leyen.
Ancora, avranno colloqui bilaterali anche il vicecancelliere e ministro tedesco dell’Economia Philipp Roesler ed il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, il ministro federale tedesco dei Trasporti Peter Ramsauer ed il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia. Ma la partita più calda si giocherà alla fine, con l’incontro tra Angela Merkel, il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, il presidente del Consiglio Mario Monti ed il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli.
Le questioni sul piatto
Gli argomenti di discussione sono quasi scontati. Lo strappo consumatosi durante il Vertice della crescita brucia ancora e andrà in qualche modo ridiscusso. Anche perché la questione più delicata, quella dello scudo antispread, appare ancora tutt’altro che definita.
Appena chiuso il Consiglio europeo, infatti, si è subito alzata una cortina su alcuni aspetti del meccanismo automatico di riequilibrio degli spread, in caso di speculazione. Soprattutto una domanda è rimasta insoluta: quanto sarà automatico questo meccanismo e oltre quale soglia scatterà?
Ad un’altra domanda, altrettanto delicata, i protagonisti della vicenda hanno poi dato risposte divergenti ed evasive. Riguarda la questione della “condizionalità”, cioè dei requisiti che i paesi devono rispettare per avvalersi del sostegno dello scudo. Secondo le parole del presidente francese Francois Hollande, allo scudo si accede senza condizioni. Mentre Merkel, poche ore dopo il Vertice, ha dichiarato che esistono già delle condizioni di accesso all’Esm, e a quelle si farà riferimento.
La marcia indietro di Olanda e Finlandia
A rendere ancora più complessa la questione c’è la marcia indietro di Olanda e Finlandia, due paesi del nord tradizionalmente molto vicini alla Germania. Secondo una nota ufficiale di Helsinki, riferita allo scudo antispread, “nel vertice non si è raggiunto un consenso unanime sull’argomento e la Finlandia è fra gli Stati che si oppongono all’acquisto dei bond sul mercato secondario”. Mentre gli olandesi hanno chiarito che si valuterà caso per caso, ma che “comunque è necessaria l’unanimità”. Una mossa che appare un modo per aiutare Berlino a smarcarsi da quanto accaduto nel corso del Consiglio europeo. Puntando comunque all’applicazione di condizioni ben precise, semmai più leggere rispetto a quelle immaginate per l’utilizzo del fondo Salva stati. La necessità dell'unanimità è però contestata da parte spagnola.
Verso l'Eurogruppo
Le risposte dovranno arrivare ufficialmente dalla riunione dell’Eurogruppo fissata per lunedì prossimo, il 9 luglio. Gli sherpa dei 17 paesi, secondo quanto risulta a Euractiv, sono già al lavoro per comporre le divisioni. Ma qualche decisione, seppure in via informale e soggetta poi a verifica a 17, potrebbe essere presa già nel corso dell’incontro di Roma.










