Una nuova comunicazione e una sollecitazione agli stati membri: a partire con la lancia in resta per risollevare il settore edile in affanno è il vicepresidente della Commissione europea, con delega all'industria, Antonio Tajani.
Il contesto: Germania e Francia meglio dell'Italia
Tra gennaio e aprile del 2012 a livello europeo il comparto, già azzoppato, ha segnato il passo, registrando una diminuzione media del 17% delle commesse per la costruzione di edifici e di infrastrutture. In Italia - come rende noto l'Ance - secondo l'Istat nei primi mesi del 2012 alcuni indicatori segnano un deciso peggioramento: l'andamento della produzione ad aprile ha segnato un'ulteriore riduzione del 15,1% rispetto allo stesso mese del 2011. Per il 2013 l'Ance, però, prevede che le misure contenute nel decreto sviluppo possano rappresentare un primo segnale concreto per contrastare la crisi.
Il settore europeo delle costruzioni riemerge con difficoltà dalla crisi esplosa nel 2008, ma in alcuni paesi gli investimenti hanno avuto nuovo impulso, grazie politiche settoriali mirate e virtuose.
La Germania ha visto una ripresa degli investimenti in costruzioni a partire dal 2010, strettamente collegata ad incentivi rivolti al mercato privato residenziale e a maggiori investimenti nelle infrastrutture.
In Francia sono state attuate una serie di misure volte a sostenere il comparto residenziale (ad esempio la legge Scellier del 2009 sugli acquisti degli immobili nuovi), che hanno determinato giù nel 2011 una crescita degli investimenti in abitazioni.
Ricominciare dal verde e stimolare gli investimenti
Sull'edilizia verde si fonda parte della strategia di Tajani. Alla base c'è l'idea di sfruttare le potenzialità degli edifici a basso consumo energetico, limitando le emissioni di CO2, come già fanno sistematicamente alcuni paesi membri, anche attraverso una corretta attuazione e applicazione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia.
L'altra priorità consiste nell'incentivare condizioni favorevoli agli investimenti, intensificando le attività di ristrutturazione e manutenzione. Ciò potrebbe creare fino a 1 milione di nuovi posti di lavoro entro il 2020.
Un punto di partenza è rappresentato dal gruzzolo del Patto per la crescita e l'occupazione, pari a 120 miliardi di euro, che lo scorso 29 giugno i leader dell'UE hanno accantonato nell'ambito del Patto per la crescita e l'occupazione, attraverso l'intervento della BEI. Quest'ultima potrà concedere prestiti per la riqualificazione energetica degli edifici e le infrastrutture, oltre a garantire sostegno alle Pmi.
A breve termine, la comunicazione della Commissione incoraggia il rinnovamento degli edifici attraverso incentivi fiscali, i fondi strutturali e di coesione, gli strumenti finanziari mirati allo sviluppo urbano sostenibile come JESSICA, i servizi di progettazione-costruzione-consegna con le garanzie contrattuali sulle prestazioni per progetti di rinnovamento di piccole dimensioni. In questo contesto la lotta al ritardo nei pagamenti, attraverso interventi legislativi della Commissione,
A medio-lungo termine la Commissione propone di raddoppiare, nel periodo 2014-2020, i fondi destinati al settore dell'energia sostenibile (efficienza energetica e fonti rinnovabili).
Inoltre, l'Europa si impegna a creare un quadro favorevole per lo sviluppo delle reti trans-europee dei trasporti e stimolerà, sul versante della ricerca e dell'innovazione, la combinazione di nuove tecnologie, di materiali innovativi, il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Risollevare l'occupazione
Per colmare le lacune di competenze nel settore delle costruzioni l'esecutivo di Bruxelles, attraverso il progetto europeo "BUILT UP Skills", mira ad adeguare l'offerta formativa ai bisogni di competenze professionali, a livello nazionale, nel campo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Inoltre, la libera circolazione dei lavoratori andrebbe incoraggiata attraverso regole chiare e una cooperazione amministrativa più efficiente
Appello ai paesi membri
Ogni paese faccia la sua parte, Italia compresa, dove il "piano casa" approvato del precedente governo purtroppo non ha avuto a livello nazionale gli effetti sperati.
A tale proposito, Tajani ha lanciato una conferenza ad alto livello, cui parteciperanno autorevoli rappresentanti degli stati membri ed esperti del settore.
Tajani chiede al nostro paese di fare la sua parte, continuando ad offrire "piani di finanziamento attraenti" per gli investitori, soprattutto nella manutenzione delle infrastrutture locali e nelle ristrutturazioni verdi degli edifici esistenti. Per questo il vicepresidente della Commissione europea ha scritto al ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, chiedendo al governo di mettere in atto interventi di breve periodo.
Tajani ricorda a Passera che le ristrutturazioni degli edifici rientrano fra le attività che possono essere finanziate dalla BEI e che il bilancio Ue dispone ancora di risorse, costituite per la maggior parte da fondi strutturali inutilizzati, che l'Italia potrebbe investire per generare crescita e occupazione, migliorare l'efficienza energetica e abbattere le emissioni inquinanti.










