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Monti-Merkel Roma L’ex ministro Renato Brunetta, uno che ha sempre dato giudizi più netti che precisi, dice che “non è servito a niente”. Ma il vertice bilaterale italo-tedesco, oggi, a Roma, chiuso dall’incontro a quattro tra il premier Mario Monti con il vice-ministro dell’economia Vittorio Grilli e la cancelliera tedesca Angela Merkel con il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, ha fatto emergere una larga intesa politica ed economica fra i due governi e anche un forte rapporto personale fra i due leader. Lo testimonia una frase della Merkel: “Io e Mario abbiamo sempre trovato l’accordo”.

Certo, per chiarire alcuni aspetti dello scudo ‘anti-spread’, rimasti incerti dopo il Consiglio europeo della scorsa settimana, bisognerà aspettare le riunioni dell’Eurogruppo del 9 e forse del 20 luglio. Ma, al termine del vertice di oggi, la Merkel dichiara che Germania e Italia vogliono “affrontare insieme” la crisi e aggiunge, a riprova di come ciò sia nell’interesse nazionale del suo Paese, che “se i vicini sono deboli anche l’economia tedesca ne risente”. La cancelliera si schermisce dall'accusa di essere partigiana dell'austerità in quanto tale e si dichiara impegnata a tutelare giustizia ed equità per le future generazioni.

Dunque, Berlino e Roma vanno avanti insieme sulla strada, che può essere la stessa, della crescita, del risanamento e dell’integrazione. E Monti assicura che l’Italia non ha bisogno dello scudo e che non intende ricorrervi (“Non siamo la Grecia, non chiederemo aiuti”); e il premier aggiunge che il disavanzo è sotto controllo, nonostante i dati del 1.o trimestre lo diano all’8% (“Scenderà, a fine anno, al 2%”). Dopo il Consiglio europeo, prosegue Monti, il governo va avanti a fare i compiti a casa: dopo la riforma del lavoro, la spending review, necessaria per evitare un aumento dell’Iva ulteriore. L’intento è mantenere la barra sul rigore, le riforme e la crescita. E il Professore osserva che Italia e germania sono, fra i 27, i più aperti nel condividere la sovranità e che sono i pregiudizi il maggiore ostacolo all'integrazione europea.

Le assicurazioni di Monti e della Merkel giungono a mercati europei chiusi, dopo una giornata che ha visto le borse giù e lo spread di nuovo su oltre 430. Le critiche di Finlandia e Olanda e i dubbi della Merkel sullo scudo antispread destano perplessità fra gli operatori, nonostante il nuovo appello del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e un voto del Parlamento europeo. A Roma, la Merkel si mostra favorevole "a usare i nuovi strumenti con le regole già esistenti", che prevedono una super-visione di Commissione, Bce e Fmi sugli aiuti ai Paesi in difficoltà.

Barroso chiede unità ai paesi europei che, dice, devono evitare le retromarce sulle misure anti-crisi. E il Parlamento di Strasburgo avalla in plenaria l'accordo raggiunto al Consiglio europeo di fine giugno per “spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano, nonché ridurre il differenziale tra i tassi di rendimento”. Con 501 sì, 132 no e 38 astenuti, l’Assemblea approva il testo a favore dell'istituzione di uno scudo anti-spread, dell'uso “flessibile ed efficace” del fondo ‘salva Stati’ e del piano per la crescita da 120 miliardi.