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Rehn - Monti

Il premier italiano Mario Monti si presenta alla riunione dell’Eurogruppo dopo avere incassato l’apprezzamento di Olli Rehn per la ‘spending review’ decisa la scorsa settimana del suo Governo. Il responsabile dell’economia dell’Unione giudica i tagli in linea con le raccomandazioni dell’Ecofin. Positivo pure il giudizio, espresso davanti a una commissione del Parlamento europeo, del presidente della Bce Mario Draghi. E, mentre il provvedimento inizia l’iter in Parlamento, un viatico fra tante polemiche è pure venuto dalla Corte dei Conti, il cui presidente Luigi Giampaolino considera la ‘spending review’ “l’inizio d’un processo virtuoso”. Eppure i mercati continuano a mandare segnali deboli, con lo spread che risale oltre 480.

La riunione dell’Eurogruppo deve discutere modalità e meccanismi dello scudo anti-spread deciso, in linea di massima, dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. C’è pure da indicare il successore alla presidenza del gruppo dei 17 Paesi euro del premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, che sollecita una scelta.

Sull’agenda dell’Eurogruppo, che sarà seguito domani da un Ecofin, con i ministri di tutti i 27, c’è, inoltre, la crisi della Grecia, che chiede una proroga di due anni per l’attuazione del memorandum d’intesa con la troika, Commissione europea, Bce e Fmi. La Germania non è convinta che il ricorso allo scudo per i Paesi virtuosi debba farsi senza la supervisione della troika, come vogliono Spagna e Italia. Olanda e Finlandia mettono in discussione lo scudo stesso, salvo poi smorzare le posizioni. Questa tornata di riunioni non sarà probabilmente decisiva: un'altra riunione dell'Eurogruppo è già prevista il 20 luglio.

I dati di giornata – Le borse europee aprono deboli e chiudono negative. Lo spread va subito su e chiude a 478: il differenziale dei titoli italiani con quelli tedeschi torna a essere peggiore di quello dei titoli irlandesi. Un altro indicatore di crisi è il crollo dei mutui per la casa: nel I trimestre, sono scesi in Italia del 47%; giù anche il credito al consumo, con una flessione dell'11%.

Chi, invece, pare spesso tetragona alla crisi è la Germania: l’export tedesco va più forte del previsto, cresce a maggio del 3,9%, dopo una flessione dell’1,7% ad aprile. La Francia non le sta dietro: François Hollande dice che “è tempo di rimetterla in moto”, indicando priorità che Angela Merkel potrebbe condividere, risanamento dei bilanci e rilancio della competitività e dell’occupazione. L’Ocse conferma la frenata dell’economia mondiale nei primi tre mesi di quest’anno, già rilevata dall’Fmi.

Le polemiche – Lo scontro tra sabato e domenica tra il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che, riferendosi alla ‘spending review’ parla di “macelleria sociale”, utilizzando gli stessi termini della segretario Cgil Susanna Camusso, e il premier Monti, che lo accusa di fare salire lo spread e danneggiare le imprese, ha risvolti politici per tutta la giornata. In campo anche gli imprenditori, pochi dei quali condividono nella forma e nella sostanza la sortita di Squinzi: tutti o quasi i grandi nomi criticano il loro presidente per la “frase cruda”.

La politica – La fibrillazione politica è acuita salla frase sibillina (“Sto valutando”) con cui Monti aveva ieri commentato l’ipotesi di restare in campo dopo le elezioni del 2013. Il premier non intende sciogliere la riserva fino all’autunno. L’ipotesi piace ai centristi, divide il Pd e incontra l’opposizione del Pdl.