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Eurogruppo - MontiL’Italia vince una battaglia forse determinante, ma non ancora la guerra. Nella prima riunione dopo il Vertice europeo di fine giugno, l’Eurogruppo conferma l’intenzione di dotare l’eurozona d’uno scudo anti-spread, ossia un meccanismo per raffreddare gli spread e aiutare i paesi virtuosi che ne faranno richiesta a tenere sotto controllo il differenziale dei rendimenti. I ministri delle finanze dei paesi dell’Eurozona hanno espresso "il forte impegno a fare tutto ciò che è necessario per assicurare la stabilità finanziaria dell’eurozona, in particolare attraverso l’uso flessibile ed efficiente del fondo Efsf-Esm".

Come primo passo concreto in questa direzione, il fondo salva Stati e la Bce hanno firmato un “accordo tecnico" che prevede che l'istituto di Francoforte sia l'agente dell'Efsf-Esm per l'acquisto di titoli sul mercato secondario, in funzione anti spread. Ma non tutto è ancora definito, a livello di tempi e modalità d’intervento: se ne riparlerà il 20 luglio e poi a settembre.

Il premier Mario Monti ha lasciato l’Eurogruppo prima della sua conclusione –i lavori sono proseguiti fin verso le due del mattino-. Monti se n’è andato quando la discussione sullo scudo s’era esaurita, mentre fonti italiane facevano trapelare che l'accordo andava “nella direzione auspicata dall'Italia". Il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble ha insistito sul fatto che gli aiuti saranno dati sotto supervisione Bce.

Il risultato dell’Eurogruppo sembra premiare la linea italiana e spagnola, di fronte alle incertezze di alcuni Paesi nordici, che rimettevano in discussione lo scudo. Nonostante le resistenze della Finlandia, le reticenze dell'Olanda e i dubbi della Germania, l'eurozona si muove verso misure a breve per stabilizzare i mercati, oltre che verso la creazione in tempi medio-lunghi di un'unione bancaria e fiscale.

L’Eurogruppo ha anche concesso 30 miliardi di euro subito per le banche spagnole e ha confermato alla propria presidenza il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, che dovrebbe lasciare l’incarico a fine anno. Non è stata, invece, affrontata la questione della Grecia. In giornata, si riunirà a Bruxelles l’Ecofin, con i ministri delle finanze di tutti i 27.