Accesso Iscriviti

Accesso

Accedi con uno dei tuoi account social...

...o con il tuo account EurActiv

EurActiv.it

Mario Monti - foto di Governo ItalianoIl progetto dell’unione bancaria è fondamentale. E la recente vicenda del Monte dei Paschi di Siena non fa altro che ribadirlo con forza. Lo ha affermato mercoledì mattina il premier uscente Mario Monti, alla vigilia dell'incontro con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

Dal caso Mps, ha spiegato Monti, “si può trarre la lezione che l'unione bancaria europea è ancor più importante. La responsabilità ultima alla Banca centrale europea è fondamentale. Ci sono state e ci sono resistenze a questo, ma la grandissima parte dell’opinione competente in materia vede nel progetto della vigilanza unica un progetto solido e da realizzare”.

Il caso del Monte dei Paschi, secondo il Professore, deve portare una riflessione generalizzata sulla questione dei rapporti tra politiche e banche, “una materia complicata in tutti i Paesi: in passato c'è stato un intreccio molto, molto maggiore di oggi”. L’ipotesi di aumentare la quota statale nella banca deve essere “l'extrema ratio e rivelarsi inevitabile se Monte Paschi fosse ancora in gravi difficoltà per l'equilibrio patrimoniale, ma sarebbe anche una parziale nazionalizzazione”. Quindi, da prendere solo in caso di necessità.

Perché “in passato anche le banche di Stato davano luogo a intrecci di fatto tra banche e politica, e allora attenti a non farci prendere da una prospettiva troppo angusta e, per eliminare un male di oggi, ricadere in un male che sarebbe ancora peggiore”. Anche perché va sottolineato che “la Banca d'Italia, oggi governata da Visco e quella di ieri governata da Draghi, sono tra le istituzioni considerate a livello internazionale particolarmente efficaci”.

E non si tratta di parole casuali. Proprio la prosecuzione dell’integrazione finanziaria e il nuovo bilancio europeo sono stati il principale tema in agenda nel colloquio tra Monti e José Manuel Barroso, al quale il premier si è presentato insieme al ministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi. Nella giornata di giovedì, poi, il premier incontrerà anche il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Sull'ipotesi di nazionalizzazione, comunque, si sono già accesi i fari di Bruxelles. Come ha sottolineato mercoledì il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia, spiegando di essere intenzionato a "esaminare il modo in cui le autorità italiane aiuteranno una banca con sostegni pubblici per arrivare al livello di capitale richiesto dall'autorità di sorveglianza europea".

Sempre in chiave europea, il premier ha anche risposto a chi lo critica di eccessiva vicinanza alla cancelleria tedesca, come il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Nell’Ue tra i capi di governo, sia pur con modi educati, si sa che io sono l'interlocutore più cocciuto della signora Merkel. A volte con successo”.

La trasferta di Bruxelles, questa volta, sarà per Monti piuttosto movimentata. Ad accoglierlo, infatti, troverà una manifestazione di giovani italiani residenti in Belgio. Un modo per “frenare l’emigrazione all’estero e la disoccupazione giovanile in Italia”. Solo dal 2010 ad oggi, infatti, sono “fuggiti” dal nostro paese oltre due milioni di giovani.

“Ogni giovane che lascia il paese è una perdita per l’Italia. I politici italiani devono affrontare la disoccupazione giovanile e la fuga all’estero con un senso di urgenza. Speriamo che tutti i candidati alle elezioni politiche del 2013 siano d’accordo sul fatto che nel nostro paese c’è un forte bisogno di politiche concrete per i giovani”, dice Daniel Puglisi, co-fondatore di Giovani italiani Bruxelles.