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EurActiv.it

Elezioni europee - foto di pagina Facebook ufficio Parlamento europeo ItaliaUn video, un intermezzo teatrale e le proposte di nove eurodeputati italiani. E' stata lanciata così, a Roma, la campagna per le elezioni europee 2014.

Ad aprire il lancio della campagna presso lo Spazio Europa, la proiezione del video 'Agire, reagire, decidere', realizzato ad hoc per invogliare i cittadini europei alle urne e informarli sui nuovi poteri che spettano al Parlamento europeo. 'Questa volta è diverso', come recita uno degli slogan della campagna, perché i risultati delle elezioni europee non si faranno sentire solo nella conformazione dell'Aula, ma arriveranno fino alla Commissione europea. La campagna, infatti, proseguirà anche dopo il 22-25 maggio (data fissata per le elezioni), finché il neo-eletto Parlamento europeo non nominerà il nuovo presidente dell'Esecutivo comunitario.

A seguire, un intermezzo teatrale tratto da uno spettacolo, messo in scena dalla compagnia 'Il ratto d'Europa', sull'identità europea e sui temi centrali delle elezioni che si terranno il prossimo anno.

Quindi a prendere la scena sono stati gli eurodeputati italiani. Nove, in rappresentanza dei diversi schieramenti politici, in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Serena Bortone.

Pittella (Pd). Usa un lessico teatrale, il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella: ''Lo slogan è attraente, la scenografia è importante, ma dobbiamo avanzare proposte''. E ha elencato le sue: cambiare la politica economica europea e il patto di stabilità, che ha definito un 'patto stupido e datato', costruire un'Europa politica ''iniziando dall'elezione indiretta del presidente della Commissione europea''.

Angelilli (Pdl). ''Quello che accade in Italia e in ogni stato membro dipende per il 75% da quanto viene deciso a Bruxelles'' è la premessa che fa la vicepresidente del Pe Roberta Angelilli. E indica fra gli obiettivi da centrare da qui alle elezioni quello di ''accorciare le distanze'': se, da un lato, le istituzioni europee devono avvicinarsi ai cittadini, dall'altro ''i cittadini dovrebbero iniziare a pensare europeo''. Poi affronta il nervo scoperto della spesa dei fondi europei: ''Da gennaio parte la nuova programmazione e l'Italia deve rimboccarsi le maniche'.

Costa (Pd). Cultura, gender gap e pari opportunità sono i temi su cui si è concentrata l'eurodeputata Silvia Costa. ''Vorrei che arrivassimo alle elezioni avedo risolto, in Italia, la questione della cittadinanza, alla luce del fatto che quello in corso è proprio l'anno europeo dei cittadini''.

Scurria (Fdi). Alla domanda della moderatrice ''L'Italia conta poco in Europa'', Marco Scurria dà una risposta secca, o come la definisce lui stesso, ''politicamente scorretta''. E cioè che ''sì, l'Italia non ha abbastanza peso in Europa, e questo perché le nostre percentuali di presenza, soprattutto in sede di Consiglio dei ministri dell'Unione, sono basse''. E suggerisce: ''Abbiamo bisogno di un team più armonico, che faccia squadra a ogni livello, dai funzionari ai ministri ai deputati''.

Gargani (Ppe). Il capodelegazione del gruppo Popolari per l'Europa Giuseppe Gargani descrive le elezioni 2014 ''una svolta: o l'Europa si conferma o fallisce definitivamente''. E continua: ''Lo slogan 'Più Europa' di per sé è pericoloso perché l'Europa così com'è non funziona''.

Milana (Pd). Per descrivere l'Unione di oggi l'eurodeputato Guido Milana usa la metafora di una ''nave in mezzo al mare, ora in bonaccia: non c'è più un porto di partenza, possiamo solo andare avanti''. E ci tiene a sottolineare che quelle di maggio non saranno le elezioni per l'Europa, ma ''per i Parlamento europeo, l'interprete più utile peri cittadini per veder rappresentata l'idea di Europa''.

De Martini (Ecr). Da poco al Parlamento europeo, l'euroscettica Susy De Martini propone una revisione della moneta unica, ''che ha affossato tutti i paesi dell'eurozona'', e si augura che a vincere le elezioni sia il fronte degli euroscettici, chiamati ''a fare gli interessi nazionali in Europa''.

Gualtieri (Pd). ''Non siamo ancora del tutto consapevoli che stiamo vivendo una svolta storica'', afferma l'eurodeputato Roberto Gualtieri. E invita a ripensare il ruolo delle elezioni europee, ''che finora sono state vissute più come un banco di prova per i partiti nazionali''.

Iacolino (Ppe). Il problema, secondo l'eurodeputato Salvatore Iacolino, è che ''c'è un distacco siderale tra le esigenze del territorio e l'Europa''. Il messaggio che si dovrebbe lanciare è che l'Ue può aiutare i paesi e gli enti locali a fronteggiare problemi come ''la sicurezza, la lotta al riciclaggio e al crimine organizzato, e da Bruxelles può arrivare un aiuto anche sul fronte degli incentivi alle assunzioni e alle piccole e medie imprese''.

Cancian (Pdl). A chiudere la tavola rotonda, l'eurodeputato Antonio Cancian: ''Non vorrei che le elezioni del prossimo anno si rivelassero un referendum, Europa sì o Europa no''. E dichiara: ''L'europeismo si salvaguarda solo con atti concreti e se le istituzioni Ue risultano lontane, l'europeismo inizia a venir meno''.