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Energia: accordo più vicino su direttiva efficienza

Philip Lowe - Credit © European Union, 2012La presidenza danese ha buone possibilità di concludere l'accordo sulla direttiva efficienza energetica entro la fine del suo mandato, cioè entro il 30 giugno 2012. A pensarlo è il direttore della DG Energia della Commissione europea Philip Lowe, avvicinato da Euractiv.it alla conferenza sullo Stato dell'Unione organizzata a Firenze dall'Istituto universitario europeo. "In generale, ogni presidenza ha l’obiettivo di concludere il mandato portando a casa risultati - ha spiegato Lowe -, ma credo che sia un buon momento per la direttiva sull'efficienza e che sarebbe un peccato perdere questa opportunità".

L'8 maggio Parlamento europeo, Commissione e Consiglio hanno discusso tutti gli articoli più importanti della bozza di direttiva e, secondo un funzionario dell'Unità Energia, Krzysztof Gierulski, le prossime riunioni del trilogo - in programma il 29 maggio, il 5 e il 13 giugno - saranno sufficienti per concludere le discussioni.

La versione finale del testo potrebbe però non centrare l'obiettivo di ridurre il consumo di energia primaria del 20% entro il 2020 - pari a circa 202 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio -, come previsto dalla strategia Europa 2020.

Il testo del Consiglio si attesta infatti su un risparmio di circa 58,1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, molto al di sotto di quanto chiesto dal Parlamento, che punta al 30% in più rispetto alla proposta iniziale dell'Esecutivo comunitario.

L'altro aspetto decisivo perché si arrivi all'accordo riguarda la presenza o meno nel testo di obiettivi o misure vincolanti. Secondo Amalia Sartori, presidente della commissione Industria del Parlamento europeo, "Rispetto all'obbligatorietà dell'azione degli stati membri per il risparmio energetico esiste ancora una posizione lontana fra Consiglio e Parlamento", dato che ciascun paese vorrebbe poter scegliere come perseguire gli obiettivi.

Il risultato dei negoziati sarebbe così una versione troppo debole, secondo gli attivisti verdi, che avrebbero preferito che il testo andasse in secondo lettura: "Capisco l'urgenza della direttiva, ma un cattivo compromesso con un testo senza alcuna ambizione e che non ha intenzione di raggiungere l'obiettivo del 20% non è una buona soluzione", ha dichiarato Arianna Vitali del WWF.

 

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