Si apre con la soddisfazione per l'accordo sulla direttiva efficienza energetica, tra Parlamento europeo e Consiglio, l'intervento del sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti al Consiglio Energia, a Lussemburgo. L'intesa, ha spiegato la presidente della commissione Industria, ricerca ed energia al Pe Amalia Sartori, "permetterà l'applicazione di misure che contribuiranno in maniera sostanziale a rendere più efficiente l'utilizzo dell'energia da parte degli Stati membri".
Primo punto all'ordine del giorno del Consiglio odierno, la bozza di regolamento contenente le linee guida per le TEN-E, le reti energetiche transeuropee. De Vincenti ha confermato l'interesse dell'Italia verso un accordo entro il prossimo semestre, ma ha anche sottolineato che i gruppi regionali, che stanno lavorando parallelamente alla definizione del regolamento per individuare i progetti di interesse comune, hanno bisogno di maggiori indicazioni dall'Ue. "Senza sufficienti guidelines da parte dell'Unione – ha spiegato il sottosegretario – c'è il rischio che possano consolidarsi situazioni differenziate e radicarsi aspettative che non è detto possano essere soddisfatte".
Ma il tema della giornata è l'accordo sulla direttiva efficienza energetica, raggiunto dopo quasi un anno di negoziati, nella sesta riunione di trilogo consecutiva. Un accordo difficile, stretto tra l'ambizione del Parlamento, che puntava a strappare obiettivi obbligatori agli Stati Ue, e la reticenza dei governi ad assumere impegni vincolanti in tempi di crisi e di contenimento della spesa pubblica.
Alla fine, il compromesso: "Non ci saranno obiettivi vincolanti per gli Stati membri, ma un'applicazione più rigorosa delle misure considerate necessarie per indurre a maggiori risparmi energetici i produttori, i distributori e i consumatori di energia", ha spiegato la Sartori. E anche se il testo non corrisponde a quanto il Parlamento si attendeva, ha continuato l'eurodeputata del PdL, "abbiamo comunque trovato l'accordo anche su una clausola di revisione più restrittiva che permetterà di monitorare i progressi che gli Stati membri faranno e, se necessario, intervenire entro il 2016 rafforzando le disposizioni per ottenere tali progressi."
L'approvazione della direttiva in plenaria è attesa per settembre, poi toccherà ai singoli Stati adottarla rapidamente. Quanto all'Italia, la Sartori si dice fiduciosa: "Non avrà problemi a farlo vista l'eccellenza che può vantare in questa importante fonte di diversificazione energetica".










