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Agenda digitale: Italia penultima in Ue per i servizi di e-government

fonte: Foter.com author C. Regina / photo on flickrIn attesa del decreto Digitalia - di cui il governo ha dato un antipasto nel pacchetto sviluppo del 15 giugno, accorpando gli organismi governativi esistenti in un'unica agenzia per l'Italia Digitale – l'Esecutivo di Bruxelles pubblica la mappa sullo stato di "salute digitale" dell'Europa a 27. Tra i dati più allarmanti c'è quello relativo ai servizi online messi a disposizione dalla PA, il cosiddetto e-government: l'Italia è al penultimo posto, prima solo della Romania. Appena il 22% dei cittadini ne fa uso; in Danimarca, invece, vi ricorre l'80% della popolazione.

L'altra Caporetto riguarda il commercio elettronico, per il quale la Commissione parla di "stallo", soprattutto se si prendono in considerazione gli acquisti online dei cittadini a livello transnazionale, cioè tra un paese e un altro, pur nel recinto dell'Unione europea. In questo caso peggio dell'Italia (con solo il 15% della popolazione che fa shopping online) fanno - nell'ordine - Bulgaria e Romania, che si posizionano agli ultimi posti di una classifica dominata dalla Gran Bretagna e dalla Svezia. La situazione migliora se sono le imprese a vendere o acquistare in rete: in tal caso l'Italia recupera qualche posizione, collocandosi davanti a Bulgaria, Cipro, Grecia e Romania. Le Pmi nostrane che acquistano online sono poco più del 10%, mentre quelle che vendono online rappresentano solo il 5% del totale: pannicelli caldi.

Banda larga, ma non troppo

La performance tricolore migliora sul fronte della penetrazione della banda larga, dove l'Italia si colloca  al 20o posto (su 27). Sul podio i Paesi Bassi, mentre in coda – anche stavolta – c'è la Romania. A gennaio di quest'anno il tasso di penetrazione della banda larga (da rete fissa) in Italia era del 22,2%, al di sotto della media europea del 27,7%. La nostra però è una banda larga "di base", non ultra veloce: solo l'8% dei collegamenti da rete fissa infatti ha una velocità superiore ai 10 Mbps. Va meglio sul fronte "mobile", cui siamo tradizionalmente affezionati: i collegamenti veloci sono il 31,2%, ma anche in questo frangente dalla media Ue ci separano ben 11 punti percentuali. La banda larga è presente quasi ovunque in Europa: ne dispone il 95% dei cittadini europei. Gli utenti e le imprese stanno rapidamente passando all'internet mobile, la cui adozione è cresciuta del 62%: si contano in tutta l'Ue 217 milioni di abbonamenti.

La "prima volta" per 15 milioni di europei

L'indagine mette in luce che nel 2011 ben 15 milioni di europei si sono collegati per la prima volta ad Internet e che ora il 68% dei cittadini europei frequenta la rete regolarmente, contro la media italiana del 51%, cresciuta di 3 punti rispetto al 2010.

Il roaming resta esoso

Infine, la più grande débâcle a livello europeo riguarda la distanza che separa le tariffe mobile nazionali da quelle in roaming. Chiamare e collegarsi alla rete dall'estero con un cellulare o un palmare costa ancora troppo, ovunque.

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