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Banda larga: operatori Tlc divisi su proposte di Kroes

Neelie Kroes fonte ECIn attesa di presentare, in autunno, le proposte regolatorie per stimolare gli investimenti nelle nuove reti in fibra ottica, la vicepresidente della Commissione europea e titolare del portafoglio per l'agenda digitale Neelie Kroes ha anticipato il suo "manifesto" per la diffusione della banda larga nel vecchio continente, condividendone con operatori del settore e utenti i capisaldi.

Lo ha fatto attraverso un discorso pubblicato il 13 luglio e immediatamente commentato da tutti gli attori coinvolti nel settore delle telecomunicazioni. Questi ultimi si sono di fatto spaccati in due: da un lato gli "incumbent", come Telecom, Telefonica, France Telecom, Deutsche Telecom, proprietari  di gran parte delle reti tradizionali in rame in Italia, Spagna, Francia, Germania; dall'altro gli operatori cosiddetti alternativi (Fastweb, Vodafone, Wind, per citarne solo alcuni).

La strategia di Kroes

Le nuove regole annunciate mirano ad assicurare ritorni certi sugli investimenti in infrastrutture per la banda larga, su cui l'Europa è in ritardo rispetto ad esempio, agli Stati Uniti e ad alcuni paesi dell'Asia. Missione compiuta, viste le prime, positive reazioni dei fondi di investimento, come Morgan Stanley e Hsbc, che hanno bisogno di essere rassicurati per poter investire nelle nuove infrastrutture in fibra ottica. Il commissario ha stimato un fabbisogno di 270 miliardi di euro per realizzare le nuove reti che dovrebbero portare in tutta Europa l'Internet ultra veloce.

Sul fronte della concorrenza, la Commissione promette regole più severe per evitare che gli operatori "incumbent" siano avvantaggiati. Tra questi rientrano meccanismi che assicurino gli stessi imput agli operatori. Inoltre, Kroes vuole che i margini non siano distribuiti in modo artificiale, ma piuttosto che venga favorita una concorrenza basata sulla qualità e sul servizio, oltre che sul prezzo.

Kroes si addentra poi in sul terreno dei prezzi delle vecchie reti in rame. La commissaria li vuole più stabili e, soprattutto, ritiene che non debbano essere abbassati. In questo modo non saranno messe in discussione gli introiti degli operatori che detengono le reti.

Il terzo pilastro su cui si fonda strategia di Kroes è rappresentato da una maggiore flessibilità per il prezzo delle reti di accesso di nuova generazione.

Posizioni

ETNO: sì a regole stabili per i prossimi 8 anni

Per Luigi Gambardella, presidente del Board di ETNO, finisce il lungo periodo di incertezza che aveva caratterizzato il settore. Gli investitori hanno bisogno di un quadro normativo stabile e l’annuncio della vicepresidente Kroes è un passaggio importante per rafforzare la fiducia degli investitori, fornendo una guida preziosa nell’ottica della strategia europea di crescita per il 2020.   

ETNO accoglie con particolare favore l’annuncio che le regole dovrebbero rimanere stabili almeno per i prossimi otto anni - ciò dovrebbe facilitare la pianificazione degli investimenti nelle reti di nuova generazione - e supporta pienamente l’analisi della Commissione secondo la quale l’abbassamento dei prezzi all’ingrosso del rame condurrebbe a minori investimenti nelle reti ultra veloci. L'associazione accoglie con favore una maggiore flessibilità per il prezzo delle reti di accesso di nuova generazione, quale strumento essenziale per consentire l’emergere di nuovi modelli di business e sostenere il ritorno sugli investimenti. In particolare, è positivo che l’orientamento al costo per le reti in fibra possa essere evitato riflettendo la maggiore concorrenza delle altre piattaforme. ETNO supporta, inoltre, il principio di non discriminazione come un elemento chiave del quadro regolatorio. A questo proposito misure che impongano oneri pesanti sugli operatori di rete dovrebbero essere attentamente considerate alla luce della loro proporzionalità.

Su questi tre punti, ETNO propugna una raccordo tra la Commissione, da un lato, e il BEREC e le Autorità Nazionali di Regolamentazione, dall’altro, dal momento che questi ultimi sono responsabili dell’attuazione concreta del quadro. Questo è necessario, in particolare, al fine di garantirne un’applicazione coerente nell'Ue.

Ecta: Kroes volta le spalle alla concorrenza

Di parere opposto l'Ecta, l'associazione rappresentativa dei piccoli operatori "alternativi" che speravano in un abbassamento dei prezzi di accesso alle reti in rame, giudicati troppo elevati, chiamando in causa la metodologia con cui se ne calcola il costo, che avrebbe dovuto essere rivista con un orientamento ad abbassarne il prezzo.
Il presidente di Ecta, Tom Ruhan, si è dichiarato "profondamente deluso per l'approccio che la commissaria Kroes sta prendendo sulle metodologie per stabilire il prezzo di accesso alla rete in rame e alle future reti in fibra perchè agli incumbent non sarà solo consentito di recuperare il completo monopolio sulle reti del futuro, ma sarà anche permesso di continuare ad applicare sovrapprezzi ai consumatori e di strozzare i concorrenti sulle reti esistenti".
Per l'associazione sono positivi il test sulla compressione dei margini e l'orientamento verso la cosiddetta equivalenza degli imput (che imporrà agli operatori incumbent di fornire sia alle proprie strutture commerciali che agli operatori alternativi gli stessi servizi, attraverso gli stessi processi e le stesse interfacce tecniche, rendendo i meccanismi di fornitura pienamente trasparenti), anche se spetterà ai regolatori nazionali applicare in modo rigoroso queste regole. Invece, sulle politiche di prezzo delle reti l'approccio viene considerato "catastrofico per i concorrenti e i consumatori" e "non ci sono motivi di credere che senza pressione competitiva, gli incumbent rinunceranno alla miniera d'oro delle reti in rame per investire in reti in fibra".

L'esperto a EurActiv.it: preoccupa la stabilizzazione del prezzo della rete in rame

Questa la posizione di Innocenzo Genna, esperto di regolamentazione europea e di Internet (in passato presidente di ECTA ed attualmente consigliere di Euroispa, l'associazione europea degli ISP. Le opinioni espresse non riflettono però la posizione di tali associazioni): "E' condivisibile l'enfasi del commissario Kroes sulla non discriminazione, che è un problema strutturale, specialmente in Italia. Preoccupa però il tema della stabilizzazione del prezzo della rete in rame: a questo punto, gli incumbents saranno incoraggiati a mantenere tale profittevole infrastruttura e a ritardare la migrazione verso il FTTH (n.d.r: il collegamento in fibra ottica per utenze domestiche). Tutt'al più, verranno fatti investimenti selettivi in VDSL (n.d.r: la tecnologia Very High-speed Digital Subscriber Line), ma solo laddove vi è concorrenza di rete cavo o ULL (n.d.r: l'ull, unbundling local loop è la possibilità che hanno i nuovi operatori telefonici, da quando è stato liberalizzato il mercato delle telecomunicazioni, di usufruire delle infrastrutture esistenti, proprietà di altro operatore, per offrire ai clienti servizi propri). L'Europa diventerà il continente del VDSL".

 

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