
Poco filosofico, molto pratico. Così si presenta il dibattito sulla neutralità della rete su cui il vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes, ha avviato una consultazione pubblica online che si concluderà il prossimo 15 ottobre, aperta a cittadini, amministrazioni e imprese.
La consultazione si compone di poche, semplici, domande, ma cruciali per stilare le priorità d'azione della Commissione su temi come la gestione del traffico di rete, la misurazione della velocità e dell'affidabilità delle connessioni o la possibilità, per i consumatori europei, di cambiare provider di rete senza difficoltà. Per definire la neutralità della rete (in inglese "net neutrality") bisogna considerare un insieme di fattori: una rete "neutrale" è quella in cui l'utente non trova barriere o regole arbitrarie imposte da chi gli fornisce la connessione.
POSIZIONI
Dario D'Elia: c'è divario tra ciò che è proposto e ciò che è offerto dagli operatori
EurActiv.it ha intervistato Dario D’Elia, esperto di nuove tecnologie e responsabile del canale news di Tom's Hardware Italia, del gruppo editoriale internazionale Tom’s hardware. “L’idea della consultazione pubblica è ottima. In questo momento ogni paese si sta confrontando con l’argomento in maniera diversa, ma in Italia sembra che nessuno si preoccupi della neutralità della rete. Gli operatori fondamentalmente sono liberi di fare quello che vogliono, giustificando la loro posizione con motivi legati alla gestione del traffico della rete. I punti su cui Neelie Kroes ha incentrato la questione sono la gestione del traffico web, la gestione della privacy ( su cui in Italia siamo indietro), la trasparenza per le performance Internet e l’accesso alla rete. Sulla qualità del servizio italiano non si sa nulla, né si riesce a capire se quello che viene promesso equivale a ciò che offerto.
L’esperimento dell’Agcom che doveva consentire agli operatori di conoscere le prestazioni del servizio che hanno acquistato è stato un flop colossale. Il traffico che giunge su questo test, infatti, è veicolato e favorito al momento del test. Ciò dipende dai gestori di rete. Non si riesce quindi a capire se il digital divide dichiarato e quello reale corrispondano.
Le procedure per il cambio di operatore a favore dei consumatori sono ora più agevoli, ma ben venga un ulteriore monitoraggio su questo punto. Bisognerebbe, poi, dedicare attenzione ai servizi di maggiore interesse per i consumatori, come il peer to peer e il voice over Ip. Più che inadeguata, la qualità, in alcune regioni Italiane è semplicemente diversa da quanto è promesso dagli operatori. Spesso vengono promessi servizi ad altissima velocità, ma non è così. La banda minima garantita è un servizio difficile da proporre, ma allo stesso tempo non è giusto che ci sia un così grande divario tra ciò che è proposto e ciò che è offerto”.
Ernesto Belisario: già ci sono sufficienti elementi per assumere dei provvedimenti
Questo il commento a EurActiv.it dell'avvocato Ernesto Belisario, esperto di nuove tecnologie: "Da convinto sostenitore della dottrina dell'Open Government, sono sempre favorevole alle consultazioni pubbliche; tuttavia, in questo caso, mi sembra che ci fossero già sufficienti elementi per poter assumere provvedimenti in materia di neutralità della rete. La speranza, a questo punto, è che non si tratti di tempo perso ma che la consultazione sia l'occasione per portare questa importantissima questione all'attenzione dell'opinione pubblica".
Stefano Epifani: c'è davvero bisogno di consultazioni pubbliche o servono decisioni forti?
Stefano Epifani, direttore di Tech Economy e docente di Tecnologie per la comunicazione all'Università La Sapienza commenta a EurActiv.it: "Anche l'Europa per la Net Neutrality ha scelto la strada della consultazione pubblica. Sarebbe utile che le consultazioni pubbliche rappresentassero dei momenti in cui chiedere il supporto ai cittadini per identificare e scegliere linee politiche forti. Ho il sospetto che invece si stiano trasformando in strumenti di delega che nascondono la mancanza di una visione politica chiara connessa ai problemi del mondo IT. I dati del BEREC sono chiari. C'è davvero bisogno di consultazioni pubbliche o servono decisioni forti?".
Aggiornamento 27 luglio ore 16.00
Pier Luigi Dal Pino, Microsoft: ricostruire una filiera della rete per continuare ad arricchirla di contenuti e servizi
Questa la dichiarazione rilasciata da Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale per le relazioni istituzionali e industriali di Microsoft Italia, a EurActiv.it: "I modelli tradizionali di business di internet stanno rapidamente cambiando, coinvolgendo i vari attori che operano nel mercato: produttori di software, advertising online, i fornitori e distributori di contenuti e servizi, oltre ai telco operator.
Quello che manca, in questo mondo complesso, è la sostenibilità della rete. Bisogna ricordare che questa ha comunque una fonte di remunerazione, ovvero quanto gli utenti sono disposti a pagare per poter accedere al ricco mondo di Internet. D’altra parte gli operatori di telecomunicazione si stanno rapidamente accorgendo che il consumo e la richiesta di banda sono superiori al business potenziale.
Come Microsoft, crediamo nella necessità di ricostruire una filiera della rete per continuare ad arricchirla di contenuti e servizi che possa favorire anche la nascita di nuovi business e un nuovo modello di imprenditoria. Da una parte, quindi, ci deve essere un’ampiezza di banda minima per assicurare a tutti l’accesso a servizi primari e socialmente utili. Ci battiamo perché la situazione non cambi. D’altra parte deve essere data agli operatori di telecomunicazioni la possibilità di creare nuovi business, cedendo ampiezza di banda a partner o start up che offrono servizi innovativi ai consumatori e aziende. Infine, è inoltre necessario proteggere l’industria dei contenuti con l’obiettivo di continuare fare in modo che i fornitori di questa filiera possano investire per creare un’offerta sempre più attrattiva e interessante. In questo quadro, nel nostro Paese c’è anche l’emergenza legata allo sviluppo della rete per superare il digital divide e sostenere la competitivà dell’intera nazione".
Links
La consultazione









