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Debito greco: Juncker sostiene il riscadenzamento

Jean-Claude Juncker - Credit © European Union, 2011Sebbene la Germania si sia dichiarata nettamente contraria ad una ristrutturazione del debito per i paesi europei che hanno beneficiato di aiuti da parte dell'Unione e del Fondo Monetario Internazionale, il primo ministro del Lussemburgo e presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, si è detto favorevole all'idea di un riscadenzamento del debito greco.

Secondo Junker le situazioni dei tre paesi beneficiari dei salvataggi UE/FMI non sono paragonabili tra loro e sarebbe errato rispondervi in maniera omogenea: la Grecia sconta un problema di scarsa competitività - in discesa del 20% da quando il paese ha aderito alla zona euro, contro il +20% della Germania nello stesso periodo - mentre l'Irlanda paga le conseguenze della bolla immobiliare accompagnata da una crisi bancaria e il Portogallo soffre di una fase di prolungata stagnazione della crescita.

Per questo motivo il presidente dell'Eurogruppo sostiene l'ipotesi di una ristrutturazione soft del debito greco, cioè di una rinegoziazione delle scadenze di rimborso, senza procedere ad una variazione del valore nominale dei titoli, in presenza di riforme per il risanamento del deficit e a sostegno della crescita e di una decisa privatizzazione degli asset pubblici da parte della Grecia.

Anche il commissario UE agli Affari economici, Olli Rehn, si è detto pronto ad esaminare la possibilità di rischedulare il debito, mentre il ministro della Finanze spagnolo, Elena Salgado, ha riconosciuto la necessità di nuove misure. D'altra parte, oltre al deciso no di Angela Merkel, anche Lorenzo Bini Smaghi ha espresso la contrarietà della Banca Centrale Europea rispetto ad un allungamento del debito giudicato insufficiente e che il mercato percepirebbe, a suo avviso, come una “ristrutturazione mascherata”.

L'obiezione alla proposta avanzata da Juncker si nutre anche della confusione circa il modo in cui si dovrebbe procedere. Non è chiaro infatti se si tratterebbe di un riscadenzamento volontario o obbligatorio, su quale porzione del debito si applicherebbe - se i primi titoli in scadenza, il prestito da 110 miliardi di euro ricevuto lo scorso anno o l'interno debito, circa 329 miliardi di euro – e quale sarebbe la sua durata.

 

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