Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri, riceverà ulteriori finanziamenti, un maggiore dispiegamento di uomini e nuovi investimenti nella formazione. Per il futuro si prospetta la possibilità della creazione del corpo delle "guardie di frontiera europee".
Questo è il contenuto dell’accordo raggiunto dalle istituzioni in direzione di un rafforzamento dell'agenzia, alla vigilia del vertice europeo, considerato essenziale per fronteggiare i flussi migratori verso l’Unione. La Commissaria per gli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, si è dichiarata soddisfatta, come del resto il delegato del Parlamento europeo per il negoziato con gli ambasciatori degli Stati membri, Simon Busuttil, ed ha affermato che si giungerà ad “un'aumentata capacità operativa ed un mandato più forte”.
Ilkka Laitinen, direttore di Frontex, ha sottolineato che si avranno “più fondi per gestire le operazioni e maggiori possibilità di lottare contro la criminalità organizzata che svolge un ruolo fondamentale nell'immigrazione clandestina, contro i crimini ambientali e la pesca illegale". L’accordo sancito dai 27 prevede tra i vari punti l’introduzione di due novità fondamentali: la possibilità per l’Agenzia di dotarsi di mezzi propri, mediante acquisto o leasing di navi, elicotteri o aerei, e la creazione del cosiddetto principio della “solidarietà obbligatoria”.
Con questa espressione si intende una sorta di “volontarietà vincolante” da parte degli stati membri che, per l'appunto, potranno contribuire “volontariamente” alle missioni con un dispiegamento di forze a propria discrezione, ma non potranno fare marcia indietro un volta assunto l’impegno.
Ulteriore punto su cui si è raggiunto un accordo è il potenziamento della protezione dei diritti fondamentali, su cui la Malmstrom si è pronunciata ,assicurando che “le squadre Frontex rispetteranno perfettamente i diritti fondamentali e la dignità umana, compreso il principio di non-respingimento”,. Per questo motivo si investirà maggiormente sulla formazione specifica del personale.
Le prime operazioni dell’agenzia sono iniziate il 3 ottobre 2005, e già nel 2008 il suo budget ha raggiunto i 70 milioni di euro. Il rafforzamento del ruolo dell'agenzia era già stato dibattuto nel 2009 da Jacques Barrot, all'epoca commissario per la Giustizia, Libertà e Sicurezza, e quest’anno da Francia e Italia, che hanno espresso la volontà di dare a Frontex un aspetto più militare.
Il vicepresidente della Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni del Parlamento europeo, Salvatore Iacolino, ha affermato che “è necessario rafforzare Frontex garantendo un coordinamento unitario e uno scambio strutturato delle informazioni marittime che la Guardia Costiera Europea potrebbe assolvere, per aumentare le capacità di sorveglianza e arginare i massicci ed impetuosi flussi migratori che continuano a riversarsi in Europa ed in particolare in Sicilia”.
“Al contempo, l'allargamento deciso dello spazio di Schengen richiede un ulteriore rafforzamento della fiducia fra gli Stati membri per garantire la sicurezza dei cittadini. L'istituzione del servizio di Guardia Costiera dell'UE consentirebbe, a tal fine, di garantire l'economia legale, a cominciare dalla pesca”, ha concluso Iacolino.









