
Secondo una bozza di documento UE, di prossima approvazione da parte dei ministri delle finanze, le banche che non supereranno gli stress test dell’European Banking Authority saranno tenute a presentare un piano di ricapitalizzazione entro il termine ultimo di settembre e, nel corso dei successivi tre mesi, dovranno raccogliere fondi dagli investitori al fine di risanare il debito. Nel caso in cui gli istituti di credito non siano in grado di raggiungere tali obiettivi, saranno gli stessi governi europei a provvedere al loro supporto finanziario.
L’EBA annuncerà, la prossima settimana, i risultati degli ultimi test relativi ai principali istituti di credito del blocco, effettuati al fine di rassicurare gli investitori riguardo alla resistenza delle banche europee rispetto a potenziali crisi future.
Per superare lo stress test, la banca dovrà dimostrare di avere un coefficiente di Core Tier 1 (che costituisce la componente primaria del capitale di un istituto) inferiore o uguale al 5%. Le strutture per le quali sarà riscontrato un valore poco superiore al massimo stabilito, dovranno quindi provvedere all’attuazione di un piano di emergenza.
Tale piano dovrà, per prima cosa, prevedere un recupero di fondi attraverso il settore privato. Solo dopo un fallimento in tal senso, il governo del paese interessato potrà intervenire.
“Se le banche non riusciranno a realizzare un piano di ricapitalizzazione credibile entro la scadenza fissata – si legge nel documento – il governo provvederà ad attuare le misure necessarie per mantenere la stabilità finanziaria”.
Il numero delle banche “bocciate” sarà fondamentale per stabilire di grado di fiducia futura degli investitori. Test troppo permissivi potrebbe infatti risultare poco credibili, così come quelli che dichiararono “sicure” tutte le banche irlandesi appena qualche mese prima del loro salvataggio dalla bancarotta da parte di UE e Fondo Monetario internazionale.










