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La proposta Salerno-Monorchio, ricomprarsi il debito per guardare al futuro

EuroLe proposte “tagliadebito” lanciate da Milano Finanza hanno suscitato interesse nella maggioranza e nell'opposizione. Il manifesto - elaborato dall’ex vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Guido Salerno Aletta, e dall’ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, e fatto proprio dall'associazione L'Italia C'è - riguarda l'utilizzo del risparmio privato per ridurre il debito pubblico.

L'attuale stock del debito italiano ammonta a 1.900 miliardi di euro. L'obiettivo della proposta è riportarlo entro la soglia del 60% del Pil nell’arco di vent’anni, riducendolo di almeno 900 miliardi di euro.
Secondo Salerno e Monorchio una crescita solida nei prossimi anni non sarebbe sufficiente ad ottenere un simile risultato.

La loro ricetta si compone fondamentalmente di due misure.

La prima, detta anche “Cash & Kind”, consisterebbe nel tagliare la spesa pubblica del 10% utilizzando come forma di pagamento - oltre ad una quota rilevante in contanti - bond di durata ventennale. Questi titoli avrebbero ammortamento lineare del 5% l’anno, rendimento annuo pari al tasso di sconto in vigore computato sulla somma residua e non sarebbero soggetti a tassazione.
Secondo i relatori, consentirebbero un risparmio pari a circa 200 miliardi di euro nei venti anni presi a riferimento.

A questo punto, il secondo passaggio consisterebbe nella costituzione di un fondo patrimoniale che valorizzi gli asset immobiliari, le cui quote dovrebbero essere acquistate da privati per effetto di un prestito forzoso pari al 10% della ricchezza complessiva delle famiglie. Per incentivare l’acquisto delle quote, il 50% del valore degli immobili privi di ipoteche potrebbe essere dato in garanzia a un consorzio di banche, così da assicurare ai proprietari una rendita dell’1% annuo, esente da imposte.

Tali misure richiedono, quindi, che i cittadini accettino di ricomprarsi il debito, convincendosi, ha spiegato Salerno in un recente intervento, “della insensatezza di continuare a pagare con le proprie tasse un monte interessi sul debito che supera il 4% del Pil”.

Il manifesto è stato sintetizzato dall'onorevole del Pdl Alessandro Pagano in un ordine del giorno, poi accolto come raccomandazione dal governo.

Interesse per la proposta nelle file dell'Idv e del Pd; favorevoli il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e il presidente della commissione Esteri del Senato, Lamberto Dini, che ha dichiarato: “I mercati detengono circa il 50% del nostro debito, devono essere convinti che non subiranno perdite e che siamo realmente capaci di far fronte ai nostri impegni. Come abbiamo sempre fatto”.

Per Salerno e Monorchio si tratta di un vero e proprio aut aut: “O continuiamo a pagare tasse sempre più alte e a ricevere servizi pubblici continuamente peggiori, anno dopo anno, smantellando progressivamente e senza alcun disegno minimamente razionale e condiviso il sistema previdenziale, quello scolastico, la sanità, e le stesse istituzioni; o ci ricompriamo il debito pubblico, riscattandoci da un onere che ormai sequestra la nostra libertà e il nostro futuro”.

 

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