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Monti, puntare sugli eurobond per recuperare stabilita'

montiEvitare che l’Italia sia all’origine di una crisi di proporzioni globali. E, sul fronte europeo, puntare con forza sugli eurobond, lasciando da parte, dopo il Consiglio europeo del 23, le azioni sulla governance. L’intervento del presidente della Bocconi, Mario Monti, alla conferenza di lancio della versione italiana del portale Euractiv, è un monito diretto sia al nostro Paese che all’Ue: per affrontare le difficoltà di questi mesi servono azioni decise.

Monti parte da un dato. “Anzitutto, va detto con forza che non stiamo vivendo una crisi dell’euro”. Lo dicono i fondamentali della nostra economia. “L’inflazione europea non è stata particolarmente elevata nell’ultimo periodo. E il tasso di cambio è forse addirittura troppo elevato”. Allora, le cause della crisi vanno cercate oltre la moneta unica.

Mario Monti“Certamente si tratta di una crisi di diversi Stati membri della zona euro”. Ma qui lancia una prima provocazione. “Si parla spesso di debiti sovrani, ma è un errore perché non esiste più la sovranità fiscale dei Paesi. Pensiamo al presidente degli Stati Uniti, che si trova a prendere decisioni difficilissime in Congresso subendo ormai l’influenza di Pechino. In Europa sta succedendo a livello fiscale quello che era già accaduto qualche anno fa a livello monetario”. Ormai i sistemi dei singoli Paesi sono così interconnessi che non ha più senso parlare in maniera isolata di debiti sovrani.

“La crisi dell’eurozona, quindi, è minore per entità di quella che sta colpendo gli Usa o il Giappone”, prosegue Monti. Quello che fa soffrire di più l’Europa sono le sue carenze in termini di governance. “Speriamo, in questo senso, che si completi con il Consiglio del 23 ottobre il percorso iniziato per riformarla”, auspica Monti.

Il “six pack” per Monti sarà allora sufficiente a calmare le acque, “bisogna solo lasciare che gli effetti di quanto fatto finora si producano appieno”. A questo punto arriva una seconda stoccata del presidente della Bocconi. “La crisi della Grecia, un giorno, sarà ricordata come un trionfo della cultura dell’euro. In poco tempo i greci stanno facendo una ristrutturazione della propria cultura e delle proprie leggi nella direzione indicata dall’Unione europea”.

E lo stesso è avvenuto ad agosto per l’Italia. “Dobbiamo chiederci quanto è stato fatto prima e quanto dopo che il vincolo dell’Europa si è fatto più stretto”. Quindi, l’azione della Banca centrale europea ha avuto un effetto positivo sul sistema del nostro Paese.

A questo punto, non servono più azioni sulla governance: non è il momento di agire per modificare i Trattati. “Sarebbe molto pericoloso parlare oggi di una modifica dei Trattati, perché vorrebbe dire dare ai mercati il segnale che quello che si farà il 23 non è abbastanza”.

La soluzione si trova negli eurobond. Anche se, spiega Monti, “è pericoloso che i tifosi Mario Monti, Gianni Bonvicini, Debora Serracchianidegli eurobond oggi siano italiani e greci. Bisogna guardare più attentamente agli interessi tedeschi e fare leva su altre ragioni per convincerli”.

Infine, Monti parla della situazione italiana e dell’articolo con il quale ha descritto dalla pagine del Corriere della Sera il pericolo di diventare protagonisti in negativo della scena europea. “E’ la terza volta che prendo un’iniziativa di questo tipo. La prima è stata quando il governo nel 1996 aveva pubblicato un Dpef che non avrebbe permesso all’Italia di entrare nell’euro”.

La seconda volta è stata più recente. “Nel 2005 ho detto che il bipolarismo in versione italiana non avrebbe portato alle riforme strutturali di cui il Paese aveva bisogno. Perché se non c’è un minimo di condivisione sulle cose da fare, l’opposizione finisce col giocare ogni volta nel campo delle corporazioni e, in questo modo, non si approda mai a nulla. Di certo oggi non siamo dove avremmo voluto essere qualche anno fa”.

Oggi la percezione che si ha dell’Italia all’estero è terribile. “C’è una viva preoccupazione. Si considera la Grecia come un Paese in parziale default sotto controllo. Mentre si è convinti che le munizioni per Italia e Spagna non siano sufficienti. Sarebbe molto negativo che l’Italia si trovi in una situazione nella quale sia additata come il Paese che si è trovato all’origine di una crisi così forte”.

 

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