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Bonino: l'Europa deve diventare una federazione leggera

bonino“L’Europa è come una bicicletta o si pedala e si va avanti o si rischia di cadere”, Emma Bonino, vicepresidente del Senato, cita Jacques Delors durante il suo intervento nel corso della conferenza di lancio della versione italiana del portale Euractiv. Un modo per spiegare che l’Europa è a un bivio: o si prosegue sulla strada della condivisione dei poteri oggi attribuiti ai singoli Paesi o si crolla tutti insieme.

Bonino parte da una fotografia della situazione attuale: “La crisi ha messo a durissima prova l’Unione monetaria e alcuni aspetti del mercato interno. Per far funzionare l’euro, l’Europa dovrà spingersi più in là sull’unione politica rispetto a quanto fatto finora”. Quello che è successo, secondo il vicepresidente del Senato, è stato figlio di una serie di carenze nella governance europea. “E’ arrivata la tempesta senza che l’Europa avesse gli strumenti istituzionali per affrontarla: la nostra fragilità è innanzitutto politica”.

boninoUna soluzione sono certamente gli eurobond ma, spiega Bonino, è “difficile arrivare agli eurobond senza un ministro del Tesoro. E, anzi, posso dire che non è mai esistito un progetto di moneta comune senza un Tesoro”.

Un progetto di allargamento dalla politica monetaria a quella fiscale, spiega Bonino, era già nelle intenzioni dei “padri fondatori” della moneta unica. “A Maastricht si disse “per ora c’è accordo solo sulla moneta comune, poi si vedrà. Adesso bisogna fare quel passo in più”.

Per adesso l’esigenza primaria è quella di fermare il contagio, ma poi si dovranno allargare le competenze in comune, attraverso una modifica dei Trattati che, purtroppo, richiederà almeno un paio d’anni di trattative. Per arrivare a quella che Bonino chiama “federazione leggera”. “In primo luogo è difficile immaginare che il ministro del Tesoro possa avere competenza solo sugli eurobond”. A lui quindi dovranno essere affidati altri capitoli della politica comunitaria.

Inoltre, dovranno essere messe in comune altre materie. Dice Bonino: “Le elenco: sono difesa, politica estera, infrastrutture, ricerca e innovazione” E spiega anche i motivi. “Negli ultimi due casi è perché sono settori nei quali le economie di scala portano dei vantaggi indubbi. Nel caso della difesa e della politica estera il motivo è che un’entità politica non si misura solo dal suo peso economico ma anche dalla sua capacità di contribuire al governo del mondo”.Emma Bonino

E l’Europa non è riuscita ancora a svolgere questo compito. “Abbiamo ancora 27 Agenzie delle dogane e più di 700 ambasciate. Il nostro sistema di relazioni internazionali è vecchio e funziona male: durante la missione in Libia abbiamo dovuto far ricorso agli Stati Uniti perché l’equipaggiamento del nostro esercito non era sufficiente. Per non dire, brutalmente, che ci mancavano i pezzi di ricambio”.

Una cosa simile è accaduta nella creazione di una politica estera comune. “Ci siamo dotati di un alto rappresentante per la politica estera, ma gli abbiamo messo attorno un sistema di relazioni internazionali ispirato al colonialismo”. Per evolversi l’Europa deve continuare a pedalare.

 

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