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Sciopero - foto di Stefano BologniniIl 2012 si annuncia in salita, soprattutto per il mercato del lavoro. Lo dimostrano i 230 tavoli aperti presso il Ministero dello Sviluppo economico per cercare di risolvere crisi aziendali che coinvolgerebbero circa 300mila lavoratori. E lo testimonia la telefonata di Mario Monti ai leader di Cgil Cisl, Uil e Ugl. Ai segretari delle maggiori sigle sindacali, il premier ha rivolto, con gli auguri di buon anno, l’auspicio di raggiungere presto la "massima intesa" sui temi del lavoro.

Il pericolo recessione annunciato per il 2012 potrebbe portare con sé conseguenze disastrose sul piano della coesione sociale. Su questo i sindacati sono concordi, e gridano all’allarme. "C'é un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi", ha dichiarato Susanna Camusso, appoggiata dal leader della Uil, Luigi Angeletti.

La ricetta per tentare di risolvere una problematica così delicata viene proposta da Monti e si chiama dialogo. Al premier fa eco il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: "solo con la concertazione ed il dialogo sociale si possono affrontare i problemi gravi del Paese, distribuendo il peso dei sacrifici".

L’idea di un piano di lavoro condiviso mette d’accordo tutti, compreso il cardinale Angelo Bagnasco: per "evitare il pericolo di tensioni sociali" è indispensabile "essere più positivi" e "creare più coesione". 

Ma è necessario fare presto per evitare di esasperare una situazione già difficile. I sindacati chiedono di partire dall'occupazione per tentare di frenare la spirale negativa di questi mesi, che vede 30mila lavoratori a rischio immediato. A questi vanno poi aggiunti 300 mila posti, che se non possono ancora definirsi in pericolo, sono comunque coinvolti nelle numerose crisi aziendali su cui il Ministero dello Sviluppo economico sta lavorando.

L’invito al dialogo lanciato da Mario Monti ha trovato le organizzazioni sindacali pronte a sottoporre diverse cure. Mentre Angeletti chiede una "riduzione delle tasse sul lavoro", Susanna Camusso della Cgil propone interventi contro la precarietà e il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di "linea riformatrice" riferendosi agli accordi tra le parti sociali e di "aumenti del salario legati alla maggiore produttività".