L'Italia è sulla buona strada per uscire dalla crisi. Merito del “governo guidato da Mario Monti e della larga maggioranza parlamentare” che lo sostiene. Il neo-presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, al secondo giorno della visita ufficiale in Italia, è ottimista, anche se rimangono ancora una serie di questioni da risolvere, come quella – calda – del lavoro. Schulz ha visitato venerdì il centro per l'orientamento al lavoro Porta Futuro di Roma, dove ha ribadito l'attenzione dell'Assemblea di Strasburgo per l'occupazione, soprattutto giovanile. La visita del socialdemocratico tedesco si chiude al sacrario delle vittime dell'eccidio nazista di Marzabotto.
Giovedì aveva incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, quindi Monti. Proprio nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier, Schulz ha dichiarato che l'Italia ha un ruolo cruciale nel processo di crescita. Non si va avanti senza Italia, insomma.
Crescita è sinonimo di lavoro. Non è un caso, quindi, che il presidente del Pe abbia deciso di trascorrere la seconda giornata romana con i giovani del centro d'orientamento Porta futuro. E ha proposto di puntare sull'accompagnamento dei giovani al lavoro. Un punto, secondo Schulz, forse ancor più importante della protezione contro il licenziamento.
Da Roma, Schulz s'è recato in Emilia Romagna. Prima a Bologna, per inaugurare la nascita del centro studi intitolato alla memoria di Renzo Imbeni, che fu vicepresidente del Parlamento europeo. Quindi, a Marzabotto. Il pellegrinaggio sui luoghi dell'eccidio nazista del 1944 è un atto di particolare sensibilità, da parte del tedesco Schulz.
Il presidente del Pe è stato accompagnato nella visita in Italia dai suoi vice italiani Gianni Pittella e Roberta Angelilli, che gli hanno lanciato un appello perchè le istituzioni comunitarie intervengano nella vicenda dei due militari italiani sotto custodia in India. “E’ opportuno che l' Unione europea svolga un'azione di vigilanza affinché le azioni poste in essere dall’India nei confronti dei due militari italiani siano conformi ai trattati internazionali vigenti”, hanno dichiarato i due vicepresidenti del Pe.










