Home NEWS Istituzioni Rehn, Barnier e Monti alla conferenza sullo Stato dell'Unione

Rehn, Barnier e Monti alla conferenza sullo Stato dell'Unione

Salone dei 500 - fonte The State of the UnionRigore sui conti pubblici, insieme a impulso della crescita; attenzione alla regolamentazione finanziaria, senza pensare che basti a ripristinare la fiducia dei cittadini; integrazione tra i modelli economici dei paesi Ue, ma non a scapito delle conquiste sociali. Così il vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn, il commissario al mercato interno Michel Barnier e il presidente del Consiglio Mario Monti - intervenendo alla conferenza The State of the Union, a Firenze - tracciano il quadro entro cui l'Europa deve muoversi per uscire dalla crisi.

Il primo a ribadire la necessità di tenere insieme la disciplina di bilancio e la promozione della crescita è Rehn. Il commissario agli Affari economici e monetari ripercorre le misure adottate finora per migliorare la governance economica dell'Ue, in particolare il Fiscal Compact, sottolineando che "ora crescita e creazione di posti di lavoro dominano l'agenda" dell'Unione.

Quindi Rehn chiede ai singoli paesi riforme strutturali, "soprattutto per favorire il lavoro e l'occupazione", ma invoca anche "una road map nel processo di integrazione europea per rendere poi credibile un processo di mutualizzazione dei debiti pubblici, almeno nell'eurozona".

Guarda invece ad altre concause della crisi il commissario Barnier, secondo cui "Bisogna mettere a punto con determinazione l'agenda delle regolamentazione finanziaria" e anche gli Stati Uniti devono rassegnarsi alla necessità di queste regole. Questo però, aggiunge Barnier, non è sufficiente se non si danno "progressi dal lato della democrazia" e a questo proposito il commissario guarda con interesse all'iniziativa del governo Monti che ha aperto "un colloquio con i cittadini sul tema della riduzione delle spese".

Ed è Monti a chiudere la prima mattinata di lavoro della conferenza organizzata dell'Istituto universitario europeo di Fiesole. Per il premier, "in Europa serve un compromesso tra i paesi piu' liberali, come quelli anglossasoni e del nord Europa, e i paesi che hanno una impostazione diversa, come Germania, Italia e Francia", per orientarsi verso un'integrazione che non penalizzi le conquiste sociali.

Nel concreto, Monti spiega che alcune proposte saranno poste sul tavolo in occasione del prossimo vertice, il 23 maggio, mentre alla Commissione chiede di far partire una discussione su dei "criteri stringenti" per distinguere tra spesa per investimenti e corrente. "Sarei contento di vivere in un Paese con un alto debito/Pil se tutto quel debito fosse trasformato in infrastrutture", ha chiarito Monti.

 

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