Riceviamo dal commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio Janusz Lewandowski e volentieri pubblichiamo.
Il giorno dopo la presentazione del progetto di bilancio dell’UE per il 2013 della Commissione un vecchio amico con cui stavo prendendo il caffè a Varsavia mi ha domandato perché mai avessi chiesto un aumento del 7% del bilancio in un momento in cui tutta l’Europa sta vivendo una grave crisi. “Non è giusto!” ha detto.
Non è stata una sorpresa: ad eccezione di pochi, rari, casi, tutti gli Stati membri dell’UE sono alle prese con sostanziali misure di austerità, dolorose e impopolari (dopo aver vissuto per troppi anni al di sopra dei propri mezzi) e, a prima vista, chiedere un aumento del 7% del bilancio dell’UE può sembrare quantomeno sconcertante. Il problema è racchiuso in queste tre parole: "a prima vista".
Sappiamo bene che raramente le cose sono come sembrano “a prima vista”: a prima vista, un uomo che versi torrenti d’acqua in una casa altrui può sembrare un vandalo, ma nella realtà è un pompiere che sta cercando di salvare la casa e gli eventuali abitanti rimasti intrappolati al suo interno!
Per questo che abbiamo bisogno che gli Stati membri siano onesti nei confronti dei loro cittadini e dicano semplicemente la verità sul bilancio dell’UE in generale e sul progetto di bilancio del 2013 in particolare.
Gli Stati membri sanno perfettamente che la Commissione ha le mani legate e che l’80% circa del bilancio dell’UE consiste in pagamenti obbligatori per cui l’aumento non deriva da una scelta deliberata della Commissione bensì è la conseguenza di decisioni prese in passato dagli stessi Stati membri.
Ambasciatore non porta pena
L’onestà implica in questo caso che gli Stati membri spieghino ai cittadini che il capitolo di spesa più oneroso è quello per la “Crescita sostenibile” che rappresenta circa il 45% del bilancio globale dell’UE e che consiste essenzialmente nel pagamento di progetti selezionati precedentemente dagli stessi Stati membri! Detto brutalmente: che cosa pensereste del dirigente di una società che criticasse il direttore finanziario dell’azienda che lo informa che è arrivato il conto della loro carta di credito e che avrà bisogno di maggiori fondi per pagarne le spese?
Le dimensioni del bilancio annuo dell’UE derivano dal periodo finanziario di 7 anni durante il quale gli Stati membri selezionano e avviano progetti che vengono in parte finanziati dall’UE, come la costruzione di ponti o autostrade. Secondo l’attuale funzionamento del sistema, gli Stati membri pagano le spese dell’intero progetto e successivamente chiedono alla Commissione il rimborso della parte finanziata dall’UE. Durante i primi anni del periodo finanziario alla Commissione perviene solo un numero esiguo di domande di rimborso dal momento che i nuovi progetti hanno bisogno di tempo per essere avviati nei 27 Stati membri; alla fine del periodo finanziario (il 2013 sarà l’ultimo anno del periodo attuale) giungono invece a conclusione migliaia e migliaia di progetti in tutta Europa e la Commissione non ha altra scelta se non chiedere un aumento del bilancio dell’UE.
Se a ciò si aggiunge il 35% circa di pagamenti diretti agli agricoltori di tutta l’Europa si capisce che la Commissione non ha margine per oltre l’80% circa dei pagamenti previsti dal bilancio dell’UE!
Non serve essere dei geni in matematica per capire che il risparmio ottenuto nel rimanente 15% circa del bilancio non basterà mai a compensare un aumento automatico in più dell’80% del bilancio.
Come se non bastasse, alcuni Stati membri mettono la Commissione davvero alle strette in altri settori del bilancio dell’UE accettando di istituire nuovi organismi (come il Servizio Europeo di azione esterna o i tre organi di controllo in materia di finanze, banche e pensioni) e di rafforzare quelli esistenti (aggiungendo 12 giudici alla Corte di giustizia) e allo stesso tempo criticano la Commissione perché taglia il proprio personale solo dell'1%!
In altre parole, gli Stati membri vogliono degli strumenti nuovi ma si rifiutano di pagarli. Sconcertante, vero?
Gli stessi Stati membri che invocano tagli al bilancio dell'UE sembrano dimenticare le recenti conclusioni del Consiglio europeo in cui 27 capi di Stato e di governo hanno chiesto che "le misure restrittive non ostacolino il rispetto degli impegni già assunti né l’attuazione delle azioni dell’Unione che contribuiscono a lottare contro (…) la crisi …"
Per la crescita e l’occupazione
Dal momento che il fatto che studiosi di diversi paesi lavorino insieme evita doppioni e permette economie di scala, il progetto di bilancio del 2013 chiede un aumento del 6% per il programma quadro nel settore della scienza e della ricerca; poiché le imprese dell’UE hanno bisogno di far circolare rapidamente le merci in tutta l’UE, il nostro progetto di bilancio prevede un aumento del 10% nelle infrastrutture mentre le misure finalizzate alla competitività e innovazione richiedono un aumento del 7% . Non va dimenticato che tali aumenti corrispondono a progetti UE già completati o quasi; ciò significa che studiosi, scienziati e imprese private europee utilizzano pienamente il bilancio dell’UE!
Il bilancio dell’UE è utile per i suoi clienti: gli Stati membri, 500 milioni di europei, circa 100 000 enti locali e regionali e decine di migliaia di imprese. Non dimentichiamolo!









