di Giampiero Gramaglia - Con il conforto del giudizio del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble, che, ieri, l’ha definito “l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto”, il premier italiano Mario Monti si accinge ad affrontare l’accidentato percorso di qui al Consiglio europeo di fine mese: Il giudizio di Schauble, eccezionalmente positivo, può risultare persino scomodo, perché suona come una benedizione che viene dalla Germania.
Il calendario della crescita, che il premier Monti ha tratteggiato ieri in Parlamento, per raffreddare gli spread e fare calare le tensioni in borsa, si muove lungo due fronti: uno interno e uno internazionale.
Il percorso interno parte dal ‘decreto sviluppo’ di domani in Consiglio dei Ministri e passa attraverso mozioni di sostegno della maggioranza al governo che, come il giudizio di Schauble, possono essere sì d’aiuto, ma anche d’ingombro, perché non si va verso un unico documento e perché c’è il rischio che indichino nella Germania e nella cancelliera tedesca Angela Merkel una sorta di nemico da combattere.
Il percorso internazionale muove dall’incontro, oggi, a Roma, tra il premier Monti e il presidente francese François Hollande ed è denso di appuntamenti: ci sono, domenica, le elezioni in Grecia, cruciali per la permanenza di Atene nell’Ue e nell’euro; subito dopo, al G20 di Los Cabos in Messico, l’Europa sarà esposta alle pressioni di Usa e Cina. E poi il professor Monti riunirà a Roma il presidente Hollande, la cancelliera Merkel e il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy: un Quadrangolare fra i Quattro Grandi della Zona Euro, determinante per l’esito del Vertice della Crescita.
Certo, I segnali che la cronaca offre non sono nè rassicuranti nè incoraggianti. Moody's taglia la valutazione della Spagna, che resta sotto osservazione per ulteriori downgrade –l’ironia è che, a farlo scendere, è l’aiuto di cento miliardi di euro concesso il 9 giugno dall’eurogruppo, che fa salire il debito del Paese-; e l’agenzia di rating declassa pure Cipro, che assumerà, il 1.o luglio, la presidenza di turno del Consiglio dei Ministri dell’Ue.
A Monti, che ripete che la situazione italiana è migliore rispetto a quella di alcuni mesi or sono, che il Paese non è fragile e che non c’è bisogno di una ulteriore manovra, il ministro Schauble dice che l’Europa ha bisogno di un’Italia forte. Mentre il presidente della Repubblica Napolitano chiede all’Europa “risposte” che puntino su coesione e occupazione e ripropone l’idea degli eurobond per imboccare la strada della crescita –ma, da quell’orecchio, la Merkel, per ora, non ci sente proprio-.
Certo, c’è anche chi getta olio sul fuoco delle ansie della gente e dei mercati, come il direttore dell’Fmi Christine Lagarde, secondo cui ci sono tre mesi di tempo per salvare l’euro e che pare abbandonare la Grecia al suo destino (“Fuori dall’euro? E’ una questione politica. Gli accordi vanno rispettati”). E pure la Commissione europea avverte che, se non si fanno subito le riforme, c’è il rischio che la speculazione si abbatta sull’Italia.
Però, l’eurogruppo avalla le dichiarazioni di Monti giudicando “totalmente falsa” l’ipotesi di aiuti per l’Italia. E pure l’agenzia di rating Fitch giudica improbabile una soluzione del genere: la situazione dell’Italia è migliore di quella della Spagna e non ci sono problemi di banche.
Insomma, in un clima generale di diffidenza e di pessimismo, ci consola proprio Schauble, convinto che l’economia italiana si riprenderà nel 2013: progressi sono già stati fatti, ma ora c’è bisogno del successo delle riforme. La posizione di Monti è complementare a quella di Schauble: le riforme, sì, ma lo spread calerà quando l’Europa varerà misure per la crescita, che metteranno l’eurozona al riparo dal contagio. E, se bisogna garantire la stabilità dell’eurozona con ogni strumento, il Consiglio europeo di fine giugno dovrà prendere decisioni per la crescita.










