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Corte di Giustizia: in arrivo decisioni su rame e tonno rosso

corte - autore: corte di giustizia dell'Unione europeaSettimana corta per i giudici della Corte di Giustizia. Ma sarà comunque una settimana intensa, perché nelle sedute che si terranno tra mercoledì 2 maggio e venerdì 5 maggio arriveranno parecchie decisioni interessanti. Due di queste riguarderanno direttamente l’Italia. Con la prima si analizza l’attività di un presunto cartello che avrebbe condizionato il mercato del rame, coinvolgendo anche tre aziende nostrane. Nella seconda si discute la validità di un regolamento della Commissione che, a partire dal 2008, ha pesantemente limitato l’attività dei pescatori, anche italiani, di tonno rosso nel Mediterraneo.

Giovedì 3 maggio si comincia con la causa C-289/11 davanti alla Corte di Giustizia europea. La controversia in questione comincia con la decisione del 20 settembre 2006, con la quale la Commissione ha inflitto ammende per complessivi 314,76 milioni di euro a trenta società per aver partecipato, tra il 1988 ed il 2004, ad un’intesa nel settore dei raccordi in rame.

L’infrazione consisteva, in dettaglio, nella fissazione di prezzi, nella conclusione di accordi su sconti e riduzioni, in meccanismi di applicazione degli aumenti dei prezzi, nella spartizione dei mercati nazionali e dei clienti, nello scambio di altre informazioni commerciali nonché nella partecipazione a riunioni regolari. In sostanza, attraverso un pacchetto di accordi queste imprese erano in grado di controllare e condizionare l’andamento del mercato, falsando in questo modo completamente la concorrenza.

Fra queste trenta società compaiono anche i nomi di tre aziende italiane: la Vsh Italia, multata per poco più di 400mila euro, la Fra.Bo spa, multata per 1,58 milioni di euro, e, soprattutto, la Sahna Italia che, insieme alla Kaimer, ha ricevuto la multa più pesante del pacchetto: addirittura 7,15 milioni di euro complessivi.

Nel 2011, in seguito a un ricorso contro la decisione della Commissione, il tribunale dell’Unione europea ha annullato, nel corso di un giudizio di primo grado, le ammende inflitte ad alcune di queste imprese: nessuna di queste era italiana. Due delle imprese sanzionate, allora, hanno impugnato la sentenza dinanzi alla Corte. Giovedì la Corte si pronuncerà finalmente sulla controversia.

Subito dopo arriverà la pronuncia nella causa T-547/08. Il caso in questione riguarda i pescatori di alto mare francesi nonché il loro sindacato: questi chiedono il risarcimento del danno che ritengono di avere subito in ragione dell’adozione del regolamento della Commissione n. 530/2008, che vieta la pesca del tonno rosso nell'Oceano Atlantico, ad est del 45° grado di longitudine ovest, e nel Mediterraneo con tonniere con reti "a circuizione" battenti bandiere greca, francese, italiana, cipriota, maltese o spagnola o che sono registrate in tali Stati membri.

La Corte di Giustizia ha già dichiarato l'invalidità parziale del regolamento, perché viola il principio di non discriminazione, applicando date distinte al divieto, e trattando diversamente le tonniere spagnole rispetto alle altre tonniere. In seguito, il Tribunale con l'ordinanza  del febbraio del 2012 ha precisato che la sentenza della Corte ha dichiarato invalido il regolamento nella sua integralità. Nella pronuncia in arrivo, allora, la Corte si pronuncerà su un possibile indennizzo da riconoscere alle parti lese dal regolamento.

 

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