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PAC: Angelilli e La Via spiegano riforma a studenti

AgricolturaA pochi giorni dalla presentazione delle controproposte del Parlamento europeo sulla Politica agricola comune post 2013, l'Università Roma Tre e l’Associazione Cantiere Europa dedicano un seminario alla nuova Pac. Ad illustrare agli studenti i contorni della riforma, la vicepresidente del Pe Roberta Angelilli e l'eurodeputato del Pdl Giovanni La Via, relatore della proposta su finanziamento, gestione e monitoraggio. "Vogliamo immaginare un processo decisionale sulla Politica agricola comune partecipato dagli attori produttivi e da tutti i soggetti interessati, comprese le università", ha spiegato la Angelilli.

Niente Pac senza accordo sulle prospettive finanziarie

"La partita sulla riforma della Pac si gioca nel contesto più ampio del negoziato sulle prossime prospettive finanziarie, che è la sfida più importante che ci impegnerà nei prossimi mesi", ha esordito La Via.

Un intreccio complicato, con le trattative sul budget per il prossimo settennato che procedono a rilento - ed è improbabile che il passaggio alla presidenza cipriota vi imprima un'accelerazione - e il Parlamento europeo - per la prima volta codecisore, grazie al Trattato di Lisbona, sulla Pac - che non intende votare in assenza di certezze sul quadro finanziario della Politica agricola comune.

Il rischio - qualora non si raggiungesse un accordo entro marzo 2013 - è che al 1 gennaio 2014 le nuove politiche non possano entrare in vigore: alla Commissione, spiega infatti La Via, abbiamo già suggerito di considerare un piano b.

I dubbi degli agricoltori italiani

Ma non è solo questione di risorse disponibili. Dagli aiuti per l'inverdimento alla definizione di agricoltore attivo al pagamento unico, almeno in Italia, l'impianto della nuova Pac non convince. Troppo incentrata sul modello dell'agricoltura continentale, la Politica agricola post 2013 mal si adatta a quella mediterranea, osserva Camillo Zaccarini Bonelli del ministero delle Politiche agricole.

Criticità già rilevate dalle organizzazioni del comparto, che guardano con fiducia al lavoro del Parlamento, dopo che i dossier presentati in commissione Agricoltura il 19 e il 20 giugno dagli eurodeputati hanno accolto alcune delle preoccupazioni dell'Italia. "Il ruolo di Strasburgo può davvero essere importante nel capovolgere certi orientamenti politici che sembrano dati per acquisiti", ha fatto sapere oggi il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.

L'Italia deve all'Ue 98,8 milioni di fondi Pac

Una settimana iniziata con segnali d'ottimismo, che si chiude però con brutte notizie in tema di Pac, per l'Italia e non solo. La Commissione europea ha fatto i suoi calcoli sui fondi indebitatamente spesi dagli Stati Ue nell'ambito della Politica agricola comune e ha presentato il suo conto a 13 paesi: 426 milioni di euro dovranno tornare nelle casse dell'Unione, di cui 98,9 milioni a carico dell'Italia.

 

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