Lavori in corso verso la riforma della Politica agricola comune. Dopo la collaborazione avviata dalle organizzazioni della cooperazione agricola italiana, spagnola, francese e portoghese, per adeguare le proposte della Commissione Ue alle esigenze dell'agricoltura mediterranea, e la presentazione delle contro-proposte del Parlamento europeo - che raccolgono molte delle sollecitazioni venute dalle imprese -, il presidente della commissione Agricoltura del Pe Paolo De Castro incontra a Strasburgo i ministri dell'Agricoltura di Francia, Irlanda e Spagna, Stephan Le Foll, Simon Coveney e Miguel Arias Cañete.
Obiettivo degli incontri, rafforzare la piattaforma negoziale sulla riforma della Pac e far valere le prerogative del Parlamento stabilite dal Trattato di Lisbona. Per la prima volta in veste di codecisore sulla Politica agricola comune, l'Assemblea di Strasburgo non ha intenzione di cedere alle pressioni degli stati, anche al prezzo di non riuscire ad adottare la riforma in tempo per l'applicazione dal 2014.
Nessuna illusione di un facile accordo: nella griglia negoziale per le prossime prospettive finanziarie, da cui dipende anche lo stanziamento per la Pac – e quindi, ha avvertito De Castro, l'approvazione della riforma da parte degli eurodeputati – la presidenza danese aveva inserito anche elementi – come il capping, il tetto di spesa per gli aiuti all'agricoltura - oggetto di codecisione. Tentando così di aggirare il Parlamento Ue, che a questo punto corre ai ripari e mette al voto i dossier legislativi di allineamento della Pac al Trattato di Lisbona.
"Non si tratta di una battaglia di principio", ha chiarito De Castro. "Solo difendendo le prerogative del Parlamento saremo sicuri di rispettare lo spirito del Trattato di Lisbona, rendendo allo stesso tempo la Pac del futuro più democratica e vicina ai cittadini".










