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TajaniInnovazione, impegno sulle Pmi, eurobond. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, nel suo intervento durante la conferenza di lancio della versione italiana del portale Euractiv, ricorda le principali sfide per lo sviluppo della politica industriale comunitaria del prossimo futuro. A partire da una parola d’ordine: sviluppo.

Tajani parte dall’analisi dell’attuale azione politica dell’Unione e dei Paesi membri. “L’antidoto per la crisi non può essere solo un’azione per ridurre il debito. Quello è un pilastro, l’altro deve essere quello della crescita dell’economia reale”. Alle misure di austerity, quindi, bisogna accompagnare misure per lo sviluppo.

La prima spinta, allora, deve puntare sulla promozione dei consumi interni. “La prima sfida sarà quella di ampliare il mercato interno, ma allo stesso tempo bisognerà guardare all’estero, all’Africa, agli Stati Uniti, al Canada, alla Cina, Paesi dove esportiamo molto ma dove si può fare di più”.

tajaniLa sfida del potenziamento delle esportazioni, per Tajani, è legata a filo doppio con la partita della delocalizzazione. “L’antidoto per la delocalizzazione delle nostre aziende si chiama internazionalizzazione”. Per questo la Dg Industria agirà molto sul fronte della standardizzazione.

“Stiamo chiudendo accordi per allargare i nostri standard industriali ad altri Paesi. Lo abbiamo fatto da poco firmando un accordo con il Cile, e tra poco firmeremo un accordo simile con il Brasile, che ci permetterà di migliorare la penetrazione delle nostre aziende”.

Ma Tajani, come sempre, mette anche un forte accento sull’importanza delle piccole e medie imprese. “Le Pmi oggi sono afflitte da una serie di problemi che gli tarpano le ali: la troppa burocrazia, la scarsa internazionalizzazione, il difficile accesso al credito”. Su tutti questi punti il vicepresidente sta studiando delle misure specifiche.

“In generale, abbiamo invertito la rotta delle prospettive finanziarie, passando da 54 a 80 miliardi di euro nelle risorse dedicate all’innovazione e sacrificando una parte delle risorse dedicate storicamente alla Pac”. Questo perché, dice Tajani, “in Europa siamo poco attenti a investire soprattutto in ricerca applicata”.

Un fronte aperto è quello di Basilea 3. “Stiamo lavorando perché non si trasformi in un danno per le Pmi. Vogliamo alleggerire i requisiti per i prestiti a carico delle piccole e medie imprese, chiedendo alle banche che il tasso di ponderazione passi dal 75% al 50%: le banche devono avere fiducia nella piccole e medie imprese”.

Antonio TajaniAncora, ci sarà un’azione sui pagamenti ritardati delle pubbliche amminsitrazioni. “Sto per scrivere ai governi dei Paesi membri per chiedere di anticipare a gennaio il recepimento della direttiva sui pagamenti della Pa in 30 giorni. Avevamo previsto che entrasse in vigore con l’inizio del 2013, ma le circostanze sembrano cambiate”.

Tajani, poi, ricorda l’impegno sui project bond, sui quali le prospettive finanziarie hanno impegnato circa 40 miliardi di euro. Ma, spiega, “serve un passo avanti anche sugli eurobond, sui quali dobbiamo trovare un accordo entro la fine dell’anno”.

Infine, c’è la sfida di Galileo, che sta vivendo un passaggio fondamentale. “Stanno per partire da Kourou i primi due satelliti di Galileo. Entro il 2014 garantiranno servizi ai trasporti, all’agricoltura, alla sicurezza. Entro il 2020 l’attivazione della costellazione ci garantirà risparmi per 90 miliardi di euro. E ci consentirà di portare l’industria europea più vicina al futuro”.