La commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmström rinnova il proprio sostegno a Libera, dopo gli incendi appiccati alle cooperative dell'associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti in Puglia e Sicilia. "C'è il fondato sospetto che tali atti siano perpetrati allo scopo di intimidire chi sta cercando di riportare nell'alveo della legalità i beni e le proprietà confiscate ai gruppi criminali", ha dichiarato la Malmström. Sempre in tema di lotta alla mafia, la commissione speciale Crimine organizzato del Parlamento europeo prepara una serie di audizioni con magistrati ed esperti. Ad inaugurarla, il 19 giugno, il procuratore antimafia Piero Grasso.
Malmström con Libera. La commissaria si dice preoccupata per l'associazione fondata da Don Ciotti: "Nel mio recente viaggio in Puglia ho avuto l'opportunità di osservare l'eccellente lavoro svolto sul campo da Libera, spesso in condizioni difficili, e vorrei ribadire ancora una volta il mio sostegno all'associazione e a coloro che si battono contro le mafie e la criminalità organizzata". E, riferendosi ai cinque incendi che nell'arco di dieci giorni sono stati appiccati ai beni affidati a Libera, lancia il sospetto di atti intimidatori. "Sono certa che le autorità italiane si impegneranno per fare piena luce su tali atti e per consegnare i responsabili alla giustizia", ha concluso la Malmström.
Grasso in Parlamento europeo. Sarà il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ad aprire il ciclo di audizioni organizzato dalla commissione Crim del Parlamento europeo per studiare e valutare l’entità della criminalità organizzata, della corruzione e del riciclaggio di denaro e il loro impatto sull'Unione. "L'audizione del procuratore Grasso rappresenta un ulteriore riconoscimento del modello italiano di contrasto alla criminalità organizzata", ha dichiarato il vicepresidente della commissione parlamentare Salvatore Iacolino (Pdl).
Oltre a Grasso, il 19 giugno saranno ascoltati anche Giovanni Kessler, direttore generale dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode, Alfonso D'Alfonso, a capo della Direzione investigativa antimafia italiana, e Franco La Torre, presidente della rete delle organizzazioni della società civile impegnate nella lotta sociale alla criminalità organizzata transnazionale.










