Più tempo per stimare i danni del terremoto e attivare il fondo europeo di solidarietà e l'istituzione di una zona franca per agevolare la ripresa delle attività produttive nelle aree colpite dagli eventi sismici di maggio e giugno. E' quanto chiede l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto, in un'interrogazione alla Commissione europea. Intanto, il vicepresidente vicario dell'Assemblea di Strasburgo Gianni Pittella visita i comuni terremotati con gli eurodeputati del Partito Democratico Salvatore Caronna e Vittorio Prodi.
In base al Regolamento che istituisce il fondo di solidarietà dell'Ue, spiega la Bizzotto, "le autorità italiane hanno tempo dieci settimane dal verificarsi della prima scossa per quantificare i danni del terremoto e chiedere un aiuto economico all'Europa tramite l'attivazione del Fondo". Troppo poco per quantificare le perdite di fronte "all'eccezionalità degli eventi sismici che si registrano purtroppo quasi quotidianamente in varie zone dell’Emilia, del Veneto e di gran parte della Pianura Padana", secondo l'eurodeputata, che chiede una deroga alla normale procedura di attivazione del Fondo.
Rassicurazioni sull'arrivo degli aiuti comunitari arrivano intanto da Pittella, che ricorda i 200mila euro già donati da aziende e cittadini da tutto il mondo a favore delle aree colpite dal sisma, mentre il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani annuncia su Twitter che domani informerà gli eurodeputati sulle iniziative in corso a livello Ue.
Oltre alla situazione degli sfollati preoccupano, però, anche le condizioni delle aziende, soprattutto nell'agroalimentare, dove sono a rischio, secondo la Coldiretti, 8mila posti di lavoro. Per questo, la Bizzotto, ha chiesto di affiancare agli aiuti per la ricostruzione, l'istituzione di "una zona franca a fisco e burocrazia zero per rimettere in moto il tessuto produttivo e l'economia nelle aree colpite dal terremoto".









