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Immigrazione: Malmström inaugura Migration policy center, Ue rafforzi sua politica

Inaugurazione Migration Policy Center - foto di AslanMediaRafforzare la politica europea per la migrazione in modo da non ripetere l’ “errore storico” che l’Unione ha fatto nel gestire le richieste di aiuto delle popolazioni della Primavera araba. Questo il messaggio lanciato da Cecilia Malmström, commissario europeo per gli Affari interni, durante la cerimonia di inaugurazione del Migration Policy Centre (MPC), il 25 giugno, all’Istituto universitario europeo di Fiesole. La visita in Italia del commissario si concluderà domani, dopo la partecipazione al board meeting del 26 giugno, dove è atteso anche il ministro del Welfare Elsa Fornero.

La Malmström nel suo intervento non ha risparmiato una critica alla politica Ue in reazione alla crisi democratica dei paesi Nord africani, dichiarando che "nel 2011, quando la Primavera araba è scoppiata, non siamo stati all'altezza. Invece di aiutare questi paesi e dare protezione a chi ne ha bisogno, l'Unione era troppo interessata ai suoi problemi di sicurezza interna, e così ha semplicemente chiuso i suoi confini". L’Unione, invece, ha “la responsabilità di aiutare le persone che vivono sotto regimi oppressivi”, non può sottrarsi a questi doveri e non può neppure “focalizzarsi solo sui suoi problemi”, seppur accentuati dalla profonda crisi economica, ha continuato.

Il commissario ha ricordato l’essenziale ruolo del MPC nell’apportare all’Unione “analisi, ricerche e dati affidabili” oltre a “veri e propri consigli” per “rinforzare le nostre politiche ed adattarle alle sfide emergenti”. In particolare Malmström ha definito alcune caratteristiche necessarie per la costruzione di una nuova politica migratoria, che, in primo luogo deve basarsi non su dichiarazioni programmatiche ma su “fatti concreti”. Importante è poi fornire all’opinione pubblica dati che mostrino tutti gli effetti positivi dell’immigrazione, per l’economia e per il mercato del lavoro. Infine, è fondamentale “sviluppare partnership con i vicini paesi a Sud e a Est dell’Ue”. 

Tutte tematiche al centro delle analisi sviluppate dal Centro di politica sulla migrazione, fondato a gennaio del 2012 per studiare i più efficaci strumenti di governance che l’Unione dovrebbe utilizzare per gestire il flusso migratorio europeo e mondiale. In particolare, la due giorni fiorentina si focalizza sul fenomeno della migrazione analizzato attraverso due prospettive: l’impatto della crisi, da un lato, e i nuovi scenari legati alle recenti proteste nel mondo arabo, dall'altro.  

A lanciare uno spunto di riflessione sui temi del convegno è stato Philippe Fargues, direttore del MPC, attraverso due interrogativi: “L’attuale crisi occupazionale europea può essere un’occasione per riconsiderare il ruolo dell’immigrazione?”. E ancora, “in che modo influiranno le conseguenze della Primavera araba sulle politiche europea per l’immigrazione?”.

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