Pensate che in Italia ci si goda la dolce vita, mentre nel resto del continente si lavora duramente per ripagare i debiti che il paese ha contratto? Assolutamente no. Gli italiani sono alle prese con la crisi e con i pregiudizi che gli europei nutrono ancora nei loro confronti. Questa l'analisi di Spiegel Online, secondo cui "è ora di finirla con i luoghi comuni sull'Italia". Prendendo spunto dal bersaglio preferito di una certa stampa estera, il comandante Francesco Schettino, il giornale restituisce del paese un'immagine meno stereotipata di quella cui ci siamo abituati. In un certo senso, questo il messaggio di Spiegel Online, questa crisi sta facendo bene all'Italia.
Dalle coste di Meta, paese della penisola sorrentina e terra natale del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, Fiona Ehlers, giornalista dello Spiegel, racconta un'Italia che, grazie alla crisi, sta imparando a crescere e si sta lentamente riscoprendo migliore.
Un po' come Schettino, ripreso a trascorrere i primi giorni d'agosto nella sua terra d'origine, scrive la giornalista, gli italiani, in questa seconda estate di crisi, non lasciano la loro casa e rimangono, piuttosto, imprigionati in quello che è "il carcere più bello d'Europa", abbandonati dal nord, ridicolizzati.
Lasciando da parte il comandante della Costa Concordia, di cui - a ragione - neanche i compaesani prendono più le difese, gli italiani, continua Ehlers, sanno di essere loro stessi i responsabili della crisi e per questo sono pronti a riformare dalle basi la loro società, "con tutti i suoi mali e le sue malattie": "lavorano duramente su loro stessi, ebbene sì, lavorano".
Pregiudizio e realtà, si legge, devono essere accuratamente separati l'uno dall'altro. "Gli italiani sono giustamente arrabbiati per l'immagine stereotipata, che ha di loro il mondo, di spendaccioni, scrocconi, pigri membri del Club Med". "L’Italia – scrive la giornalista – non sarà tagliata in pezzi e rottamata come sta succedendo ora al relitto della nave al largo dell'isola del Giglio”. Come terza potenza dell'Europa e cofinanziatrice di diversi fondi di salvataggio Ue, si legge, "l’Italia vive ed è forse proprio la crisi che l'ha riportata in vita". Se così fosse, scrive Ehlers, allora "viva la crisi", per quanto la cosa suoni folle.
Gli italiani, si legge ancora, fanno solo 5, 6 giorni di vacanza. Di più, non se ne possono permettere. "E in spiaggia parlano volentieri di spread": una parola straniera, scrive la giornalista, di cui ognuno ormai sa il significato e che è diventata "il termometro che segna la febbre del paese". Sono diventati esperti; "sono allarmati, ma non disinteressati o terrorizzati, come spesso succede ai tedeschi". E intanto, si e ci chiede la giornalista, "che fanno i politici?" Introducono riforme strutturali volute da tempo, è la risposta che trova Ehlers, e lo fanno anche "abbastanza in fretta e abbastanza bene".
L’Italia sta facendo i compiti per casa ed è per questo che vuole essere rispettata e apprezzata dai vicini europei e dai mercati. Dopo anni di decadenza, si legge, è avvenuto un piccolo miracolo: la vecchia politica è stata mandata in vacanza forzata, i tecnici hanno preso il suo posto, senza elezioni, all'ultimo minuto. “La non-politica fa bene agli italiani, il miracolo continua, diventando una favola estiva". Da quando Mario Monti è al governo, si legge, la Nave Italia ha smesso di affondare troppo velocemente.
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Spiegel Online: Italiens Sommermärchen. Es lebe die Krise










