Veicoli commerciali in piena ripresa, automobili sempre più in crisi. Gli ultimi dati di giugno sulle immatricolazioni in Europa parlano di un settore nella bufera. Nel quale, però, si materializza una buona notizia per i consumatori: secondo i dati della Commissione europea, i prezzi reali delle vetture nel 2010 sono calati del 2,5 per cento.
Anzitutto, continuano a crescere le immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa. A giugno segnano un +1,6%, fino a 172.013 veicoli, e concludono il primo semestre in decisa ripresa con un +13,7% nell’area Ue a 1.038.927 nuovi mezzi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I dati, preparati dall’Acea, l’associazione dei costruttori europei, dicono che nei sei mesi considerati la Spagna è l’unico grande Paese in flessione (-8,4% a 66.412 immatricolazioni), mentre la Francia guadagna l’8,5% (fino a quota 251.682), il Regno Unito il 23,8% (fino a quota 153.736) e la Germania il 24,5% (fino a quota 160.696). Per l’Italia il rapporto Acea attesta una situazione di leggera crescita dell’1% nel semestre (a 114.869 unità) e una sostanziale stabilità a giugno (+0,2% a 15.552 unità).
Guardando ai settori, quello dei veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 tonnellate) perde a giugno in Europa lo 0,9%, scendendo a 142.109 unità, ma nel semestre cresce del 9,7% a 857.937 veicoli venduti. Sono in forte crescita invece i camion pesanti più di 16 tonnellate (+36% a giugno in Europa e +55,9% nel semestre) e i veicoli commerciali superiori alle 3,5 tonnellate (+20,7 a giugno e +43% nel semestre) mentre bus e pullman perdono il 18,3% a giugno e il 3,5% nel semestre.
Se i dati dei veicoli commerciali danno qualche speranza, non si può dire lo stesso del mercato dell’auto, che, sempre secondo i dati Acea, a giugno è tornato a frenare dopo aver rialzato la testa a maggio. Lo scorso mese la flessione è stata dell’8,1%, a 1.272.904 vetture. A maggio le vendite di auto in Europa erano invece cresciute del 7,6%.
Guardando ai primi sei mesi dell’anno, invece la flessione segnata dal mercato è stata dell’1,8% a fronte di 7.350.534 unità. Quello di giugno, però, è un segnale molto negativo perché rappresenta il calo maggiore negli ultimi otto mesi e, secondo gli osservatori, è frutto di uno scenario economico europeo debole accentuato dalla crisi greca.
Il calo più accentuato a giugno lo fanno segnare, infatti, proprio Grecia (-34,1%) e Portogallo (-34,1%). Anche se va sottolineato che tutti i principali mercati europei chiudono il mese in flessione: Francia (-12,6%) e Spagna (-26,8%) segnano a giugno un crollo a due cifre, mentre si ferma a -6,2% il Regno Unito, a -1,7% l’Italia e a -0,3% la Germania. In questa situazione, le vendite di Fiat group a giugno cedono in Europa l’8,4% a 92.622 unità, mentre nel semestre sono in calo del 12,6% a 530.228 unità.
La flessione delle vendite del Lingotto colpisce in particolare il marchio Fiat (-13,5% a giugno), mentre avanzano Lancia (+2%) e Alfa Romeo (+22,8%). Quest’ultimo si è confermato anche il mese scorso il marchio con la maggiore crescita in Europa, trainato da Giulietta, mentre 500 e Panda non sono riuscite a fare lo stesso per Fiat.
Se il mercato dell’auto soffre ancora, i prezzi delle vetture rispecchiano questa situazione e nel corso del 2010, secondo i dati della Commissione europea, sono calati del 2,5% in termini reali nell’Unione. Secondo il vicepresidente con delega alla Concorrenza, Joaquin Almunia, questo calo, insieme a quello dei prezzi per i servizi di riparazione e manutenzione “è segno che il settore ha capito le nuove regole del gioco”.
Nel corso dell’ultimo anno 24 Paesi hanno fatto segnare un calo: soprattutto Slovacchia (-7,4%), Bulgaria (-13,5%) e Slovenia (-11,6%), mentre Italia e Malta sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,2%). L’unico aumento è stato registrato in Portogallo, dove però l’anno precedente i prezzi erano calati addirittura di poco meno del 7 per cento.









