Una boccata d'ossigeno per il mercato italiano dell'auto, oltre che per i polmoni dei cittadini europei. Vanno in questa direzione le proposte della Commissione per ridurre le emissioni di Co2 prodotte dagli autoveicoli e centrare gli obiettivi fissati per il 2020. Il risultato è stato raggiunto dopo un confronto tra le case automobilistiche tedesche e quelle franco-italiane, che appoggiavo il progetto preliminare della commissaria per il clima Connie Hedegaard, più favorevoli a Fiat, Renault e Peugeot.
Alla fine, s'è trovato un compromesso che ha portato al varo di una proposta di strategia europea per il taglio delle emissioni di biossido di carbonio, a anidride carbonica, prodotte da auto e furgoni. “La pressione per apportare cambiamenti al progetto iniziale è stata forte”, ha ammesso la Hedegaard, anche se alla fine, “non ci sono molte novità nella nostra proposta. Chi produce grandi auto dovrà fare in percentuale lo stesso sforzo”. A spingere per ottenere sconti per le auto di grossa cilindrata è stata l'industria tedesca, mossa che avrebbe svantaggiato le auto di piccola e media cilindrata, dove i concorrenti italiani e francesi sono più forti.
Da qui ai prossimi otto anni, se le proposte della Commissione saranno adottate, il settore automobilistico dovrà produrre automobili e piccoli camion a ridotto impatto ambientale. Nello specifico, i livelli di Co2 emessi dovranno scendere dai 135 grammi per km del 2011 ai 95 del 2020. L'obiettivo intermedio di 130 grammi di co2/km è è fissato al 2015, anno in cui dovrebbe partire l'applicazione delle nuove regole sui veicoli prodotti.
Positivi i risvolti che emergono dall'accordo anche per le tasche degli automobilisti europei. Secondo l'Esecutivo comunitario, grazie alle misure presentate sarà possibile risparmiare mediamente 340 euro di carburante per il primo anno, una cifra che, moltiplicata per una stima del ciclo di vita dell'auto di 13 anni, equivarrebbe ad economizzare tra i 2.900 e i 3.800 euro circa. Un consistente vantaggio economico, ma anche ambientale: l'utilizzo di petrolio fino al 2030 scenderebbe, infatti, di 160 milioni di tonnellate.
La commissaria Hedegaard ha tenuto a evidenziare i benefici connessi per l'occupazione e per il settore dell'innovazione. “Con le nostre proposte non proteggiamo solo l'ambiente e il denaro dei consumatori, ma promuoviamo anche la competitività dell'industria automobilistica europea e la futura creazione di numerosi posti di lavoro”.










