E' bastata un'indiscrezione per riaccendere la polemica sulla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, l'Eliseo, a causa dei costi troppo elevati, avrebbe qualche ripensamento sul progetto franco-italiano, a meno di non ricevere un nuovo aiuto finanziario dall'Unione. Aiuto improbabile, a giudicare dalla risposta del commissario ai Trasporti Siim Kallas, che ha dichiarato: "La Tav è principalmente un progetto di Francia e Italia. Il ruolo della Commissione europea non può che essere molto modesto".
Tra l'altro, ha ricordato il vicepresidente dell'Esecutivo Ue con delega all'Industria Antonio Tajani, "L'Ue ha già fatto la sua parte. Sono stati 670 i milioni stanziati nel 2008".
Bruxelles non ha intenzione di destinare altri fondi all'attuazione del collegamento ferroviario veloce tra Lione a Torino: pur considerando prioritario il progetto, ha precisato Kallas, "se gli Stati membri ci danno soldi bene, altrimenti non possiamo considerare risorse che non abbiamo".
Anche Tajani è intervenuto nel dibattito, sottolineando che "come Commissione abbiamo sempre sostenuto la realizzazione della Tav, ed io personalmente ho seguito tutta la trattativa italiana". A preoccupare il vicepresidente, e non solo, è la cospicua cifra di investimenti già fatti - si parla in totale di circa 800 milioni di euro - che impongono di "andare avanti".
In attesa di conoscere il destino del corridoio transalpino, strenuamente contestato e ostacolato dagli abitanti della Val di Susa e dai movimenti ambientalisti - questa mattina circa 200 attivisti hanno dato vita a un presidio contro l'esproprio dei terreni interessati dai lavori della Tav-Terzo Valico ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria -, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha assicurato che il progetto è "totalmente confermato da parte nostra e in maniera piena da parte del governo francese. Non c'è in nessuna delle loro ipotesi una modifica ai piani approvati".










