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Cardinal SandriUn Paese che può offrire al Mondo un esempio di coesistenza e di tolleranza pacifica tra religioni: la Siria merita la considerazione dell'Europa. "Vi esorto con amichevole insistenza a non lasciare nulla di intentato per offrire alla Siria prospettive di futuro. E' parte anch'essa della Terra Santa, madrepatria di tutte le Chiese e tradizioni cristiane". Con queste parole, Leonardo Sandri -  nominato cardinale da Benedetto XVI nel 2007, oggi prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali - si è rivolto agli ambasciatori europei accreditati presso la Santa Sede, riunitisi lo scorso luglio per l'avvio del semestre di presidenza cipriota.

 

Fu proprio Ratzinger il primo papa nella storia a fare visita a Cipro, nel 2010, paese a maggioranza cristiano greco ortodossa, in cui la seconda religione è quella musulmana. Solo una piccola minoranza è cattolica, che si affianca a quelle armene e maronite.

La preoccupazione di Sandri si estende ad altri Paesi a rischio del Medio Oriente: "Vorrei che l'Iraq e l'Egitto, e tutti i paesi che compongono l'oriente cristiano, secondo la tradizionale visione delle Chiese, fossero ben presenti nelle attenzioni e preoccupazioni dell'Europa perché là e solo là troviamo l'esperienza sorgiva di un carattere incontestabile del continente europeo, la sua eredità cristiana".

L'altro cruccio è rappresentato dalla cristianofobia dilagante. "Soprattutto in alcuni Paesi dell'Africa, ha portato in questi giorni lutto e lacrime in diverse comunità cristiane. L'Europa ha una responsabilità non indifferente nei confronti del mondo intero e in particolare dell'Africa post-coloniale".

Il cardinale originario di Buenos Aires, figlio di immigrati italiani in Argentina, parla, quindi, della missione della piccola Cipro, che dell'Ue fa parte solo dal 2004 e che ancora non riesce a risolvere il dilemma della comunità turco-cipriota: "Invocare la parità per tutti i popoli d'Europa e del mondo". In realtà - sottolinea Sandri - non solo Cipro, bensì l'intero Continente si affaccia su quello che più correttamente dovremmo definire il Vicino Oriente. Il cardinale, quindi, domanda a se stesso e ai diplomatici che operano presso la Santa Sede: "l'Europa, che ambisce di essere più vicina ai suoi vicini, sta compiendo moralmente la sua parte nella drammatica situazione del Medio o Vicino Oriente?"