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Morten Kjaerum, Roma 13-05-2014 - foto di Viola De SandoEuractiv.it ha intervistato il direttore dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra), Morten Kjaerum, affrontando due problemi che interessano l’Ue e l’Italia: la violenza contro le donne e i flussi di migranti nel Mediterraneo.

Le diseguaglianze e le discriminazioni di genere sono un problema concreto che coinvolge tutti gli Stati membri. Qual è la sua opinione in merito al ruolo della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) in Europa e la sua implementazione in Italia (n.d.r.: il 1° agosto entrerà in vigore in Italia la Convenzione di Istanbul)?

Penso che la Convenzione di Istanbul sia uno strumento nuovo molto importante per contrastare quello che abbiamo documentato con la nostra indagine sulla violenza di genere, un problema grave che interessa tutti i 28 Stati membri dell’Ue. Con la Convenzione di Istanbul abbiamo ora gli strumenti giuridici per far fronte al problema. Sappiamo che l’Italia è stata rapida nel ratificarla, un segnale molto forte per le donne in Italia, che ha dimostrato la serietà con cui è stato preso il problema.

L’indagine del Fra ha infatti portato alla luce i molteplici aspetti della violenza di genere: violenza domestica, violenza sul posto di lavoro, stalking, ecc. Nel documento ci sono molti dati da approfondire e considerare per la definizione di strategie e politiche nazionali che possano fare la differenza.

Ritengo inoltre che sia cruciale e positivo il dibattito ad alto livello che si è creato in Europa ed in Italia in merito alla violenza di genere. Questo dibattito, che dovrebbe essere stimolato, ha messo in evidenza la gravità del problema, creando al contempo uno spazio di dialogo per la ricerca di soluzioni contro un fenomeno inaccettabile; un fenomeno che, come abbiamo visto in Italia, assume anche le caratteristiche specifiche del femminicidio.

L’operazione Mare Nostrum è stata criticata da alcuni politici italiani. Cosa pensa di questa operazione e dell’approccio adottato dall’Italia per aiutare gli immigrati?

Per affrontare il problema dei flussi migratori da molti anni sia nell’ambiente dei diritti umani che in molti Stati membri è stato lanciato un appello: ‘salvare vite’. La priorità è sempre stata questa.  Mare Nostrum non è la soluzione al problema ma uno strumento per rispondere immediatamente all’urgenza di salvare vite umane. Ora dobbiamo implementare le raccomandazioni fatte dalla task force del Mediterraneo, stabilita dalla Commissione europea. Si tratta di raccomandazioni più sostenibili la cui implementazione ci permetterà di andare avanti, con la speranza che Mare Nostrum non sia più necessario da ora in poi.

In merito agli ultimi eventi drammatici che hanno coinvolto l’Italia, sicuramente ora il Governo italiano analizzerà cosa è andato male. Il percorso intrapreso da Mare Nostrum è giusto, ma, ripeto, non è la soluzione; è uno strumento che anticipa l’implementazione di misure più sostenibili.

Links
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